Vita Cristiana

Pubblicato il 14 aprile 2017 | di Silvio Biazzo

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Riti ricchi di valori atavici da trasmettere ai giovani

È l’unico evento popolare che si tiene in Diocesi nella giornata di Pasqua. Partecipazione e fervore religioso sono il momento cardine. La “Paci” è la festa  tradizionale per eccellenza di Comiso, caratterizzata dall’incontro tra i simulacri di Maria Santissima Annunziata e Gesù risorto.
La festa documentata dal 1635, si apre la domenica delle Palme con funzioni religiose e processioni. La domenica di Pasqua l’apoteosi con i due simulacri (quello di Gesù Risorto dalla Matrice e  quello della Madonna Maria Santissima Annunziata dall’omonima chiesa) che si avviano per le vie del paese. Le due statue a più riprese si incontrano e si allontanano velocemente fra gli “osanna” della folla. Queste “paci” si ripetono davanti ad ogni chiesa. Più attesa è certo quella “ro strittu”, che ha luogo davanti la chiesa Santa Maria delle Stelle.

Riti e tradizioni di un tempo che si tenta di mantenere vivi per far toccare con mano alle generazioni di oggi e di domani quella che era la realtà di una volta, con usi e costumi pregnanti di significazioni intrinseche che, pur con momenti contrastanti, contribuivano a tenere unita una comunità cittadina genuina e ricca di valori atavici.


Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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