Attualità

Pubblicato il 11 maggio 2017 | di Alessandro Bongiorno

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E così una piazza diventa un incrocio

Un’ampia rotatoria in piazza Libertà per snellire il traffico? È la soluzione cui sta pensando l’amministrazione comunale. Un progetto che dal punto di vista strettamente legato alla viabilità potrebbe dare i suoi frutti ma che ha creato non pochi malcontenti.

Contestato sia il merito della scelta che il metodo con il quale l’amministrazione comunale ha inteso portarla avanti. Contro questa soluzione si sono, infatti, registrate soprattutto le prese di posizione di chi vorrebbe che la vivibilità degli spazi urbani. Un intervento, tra l’altro, che segue di poche settimane la riapertura alle auto di via Roma che aveva generato non pochi mugugni. L’idea che il centro debba essere solo delle auto e che le piazze siano solo parcheggi o al massimo degli incroci, in effetti, è un’idea che appare ormai superata. In tutte le città che intendono abbinare storia e modernità il centro storico è ormai pedonale e le aree interdette alle auto di anno in anno aumentano.

A Ragusa, invece, si vorrebbe l’esatto contrario. L’idea di rivitalizzare il centro convogliandoci il traffico cittadino è quanto mai discutibile. Ibla, Marina di Ragusa, via Mariannina Coffa, piazza San Giovanni dimostrano l’esatto contrario. Solo le aree pedonali vivono una nuova primavera sia sociale che economica. Le aree commerciali più appetibili (a Ibla come a Marina, solo per restare a Ragusa) sono quelle chiuse al traffico.

Per la riqualificazione del centro storico dei quartieri San Giovanni e Cappuccini non mancano certo idee e proposte. Alcune più ambiziose, altre più facilmente realizzabili. L’idea di un asse commerciale che dalla rotonda di via Roma, intitolata a Maria Occhipinti, raggiunga piazza Stazione, passando per piazza Libertà è tra quelle più studiate. Occorrerebbe valutare l’impatto sulla viabilità e procedere al completamento della riqualificazione di via Roma in un’ottica di ridare un’anima a tutto il centro storico. Su questo obiettivo, ormai da tempo, si sofferma il laboratorio di urbanistica partecipata promosso dal preside Giorgio Flaccavento che è riuscito a riaccendere i riflettori su questa parte di città, suscitando nuove passioni ed entusiasmo.

Della sperimentazione della rotatoria non è piaciuto neanche il metodo. Un intervento che riguarda aspetti sociali, economici, urbanistici, di viabilità, prima di essere attuato, necessitava di un confronto tra chi poteva rappresentare tutte queste esigenze. Il consiglio comunale, massima assemblea cittadina con i rappresentanti di tutti i ragusani, poteva essere il luogo più idoneo se proprio non si voleva allargare a tutta la città il confronto. Nulla di tutto questo è avvenuto. Un’occasione persa per pensare la Ragusa di oggi e di domani e per sperimentare una partecipazione politica reale basata sul confronto civile e democratico e sulla ricerca del bene comune.


Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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