Vita Cristiana

Pubblicato il 17 maggio 2017 | di Mario Cascone

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Madre di Dio e Madre della salute

Maria è la Madre di Dio, nel senso che è la Madre di Dio Figlio, che ella concepisce nel suo grembo verginale fecondato dallo Spirito Santo, accettando liberamente la proposta dell’eterno Padre, il quale l’ha scelta a svolgere questo singolarissimo ruolo nel mistero della redenzione (cfr Lc 1, 26-38; Gal 4, 4). Per questo motivo la Vergine Santissima si trova nel cuore del mistero trinitario, essendo contemporaneamente la figlia del Padre, la madre del Figlio e la Sposa dello Spirito Santo.

La maternità divina di Maria, definita dogmaticamente nel Concilio di Efeso dell’anno 431, trova la sua spiegazione teologica nel fatto che Cristo è vero uomo e vero Dio. In Lui la natura umana e la natura divina sono unite inconfusamente e inscindibilmente, di modo che non si può dire che Maria sia la madre del “solo” uomo Gesù, perché non si possono scindere in Cristo l’umanità e la divinità. Colei che Maria ha concepito e partorito nella carne umana è dunque il Figlio di Dio, per cui Lei è veramente la Madre di Dio Figlio. Con questo titolo noi la invochiamo nella seconda parte della preghiera mariana più nota: “Santa Maria, madre di Dio…”. Con questo titolo la Chiesa la venera nella solennità liturgica dell’1 gennaio, nell’ottava del Natale.

Il fatto che Maria sia la madre di Dio Figlio è gravido di conseguenze anche per noi, perché di fatto ella è madre dell’intero corpo mistico della Chiesa: è madre del capo di questo corpo, che è Cristo, e delle sue membra, che siamo tutti noi; è madre del Figlio di Dio, Cristo, e dei figli di Dio, che siamo noi!

Questa divina maternità della Vergine è stata estesa a tutti gli uomini dallo stesso Gesù crocifisso, il quale, “vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco tuo figlio. Poi disse al discepolo: Ecco tua madre!” (Gv 19, 26-27). Dopo averci donato tutto se stesso, Gesù ci fa dono anche della sua santa mamma, la quale di fatto diviene la “madre della Chiesa”, a cui tutti noi, “esuli figli di Eva”, ricorriamo perché ci doni il frutto benedetto del suo grembo: Gesù!

La divina maternità di Maria è il fondamento per comprendere anche il titolo di “Madre della salute”. La “salute” nel suo senso più pieno è la salvezza eterna, il godimento della beatitudine del cielo, a cui tutti noi siamo chiamati in forza della morte e risurrezione di Cristo. Certamente la Vergine Santissima è la prima a godere di questo frutto della redenzione, essendo la prima dei credenti e dei redenti. Ella infatti è vera discepola del suo Figlio, animata da profonda fede in Lui, capace di condividere con Lui ogni evento del mistero della redenzione.

Madre del Salvatore, la Vergine Maria è perciò anche “salute degli infermi” e “consolatrice degli afflitti”, perché continuamente viene in soccorso di noi, suoi figli, prendendosi maternamente cura di tutti gli uomini, e in particolare di quelli più provati dall’afflizione.  A Lei perciò possiamo ricorrere non solo per sperare di ottenere la salvezza eterna, ma anche per essere consolati, protetti, guariti nelle molteplici sofferenze da noi sperimentate in questo cammino terreno, che spesso si presenta come una vera “valle di lacrime”. E certamente Maria risponde alle suppliche di noi suoi figli, donandoci la grazia di sopportare con pazienza i dolori e di viverli nella luce del mistero pasquale, ossia del dolore offerto per amore, da cui sgorga la vita nuova ed eterna.

Testimone delle sollecitudini amorose di Gesù verso ogni sorta di ammalati, la Madre della salute lenisce le nostre sofferenze fisiche e spirituali lungo tutto il cammino della nostra vita, ed in modo particolare nel suo momento decisivo: quello nel quale ci presenteremo al cospetto di Dio. Per questo motivo la preghiamo di soccorrerci e di pregare per noi “ora e nell’ora della nostra morte”.

Guardiamo a Maria Santissima come la stella che rischiara il nostro cammino e ci conduce verso il Paradiso. Contempliamo Lei come il modello della consolazione e della sicura speranza, che ci porta a dirle con amore: “vita, dolcezza e speranza nostra!”.


Autore

Mario Cascone

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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