Società

Pubblicato il 19 giugno 2017 | di Alessandro Bongiorno

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Redditi, disparità ed evasione. Così Ragusa è rimasta indietro

Le statistiche non sempre sono il parametro più affidabile per fotografare la realtà ma i dati diffusi dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” hanno acceso i riflettori sull’economia e i redditi della provincia di Ragusa, uscita da questa analisi come una tra le più povere d’Italia.

Il dato era già stato messo in rilievo dall’Osservatorio diocesano delle Povertà e delle Risorse lo scorso 6 aprile in occasione della presentazione dei dati sulla povertà nella diocesi di Ragusa. Accanto al generale impoverimento della popolazione l’Osservatorio esaminava anche l’iniqua distribuzione della ricchezza sul territorio diocesano. Dall’esame delle dichiarazioni risultava infatti che le 2.400 persone più ricche possiedono il 40 per cento della ricchezza totale. E che mediamente l’un per cento dei più ricchi contribuenti guadagna 25 volte di più rispetto ai più poveri. Per fare un esempio pratico basti dire che sul nostro territorio ci sono 259 contribuenti “super ricchi” che dichiarano di guadagnare oltre 20mila euro al mese a fronte di 63mila contribuenti che ne dichiarano 800 al mese. Una forbice sulla quale ogni riflessione può essere utile.

In provincia di Ragusa la percentuale di contribuenti che dichiara un reddito inferiore ai 10mila euro l’anno si attesta al 49 per cento e sono quasi il 67 per cento coloro che dichiarano meno di 15mila euro. I dati si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi 2016 e fanno quindi riferimento al periodo di imposta 2015. In questi due anni, la situazione non sembra essere migliorata. Altre saracinesche si sono abbassate, l’agricoltura vive momenti di grande difficoltà, l’edilizia non può continuare a espandersi all’infinito, il turismo fatica a creare reddito e occupazione, non si intravedono investimenti (pubblici o privati) in grado di segnare una inversione di rotta.

Tutto nero? Non tutto, ma sicuramente lo è almeno una parte dei redditi sottratti al fisco da un’evasione che – a Ragusa come altrove – non si riesce a contrastare nel modo dovuto, anche se negli ultimi anni si è notato un maggiore impegno su questo versante da parte dei governi che si sono succeduti, riuscendo a recuperare una quota sempre crescente di capitali sottratti alla tassazione nei tanti modi in cui l’Italia dei furbi e degli scrocconi sa dispiegare le sue migliori energie.

Ritornando alle statistiche, Ragusa è ultima tra i nove capoluoghi isolani. La classifica dei comuni iblei vede comunque il capoluogo in testa per reddito pro capite seguito da Pozzallo, Modica, Ispica, Monterosso, Vittoria, Santa Croce. Il comune ibleo più povero, e quart’ultimo in Sicilia, è Acate con un reddito di 9.847 euro l’anno.


Autore

Alessandro Bongiorno

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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