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Pubblicato il 11 ottobre 2017 | di Silvio Biazzo

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Metropolitana di superficie: si può sperare?

Se ne parla da tantissimi anni, adesso si apprende che il progetto per la realizzazione dell’importante infrastruttura è stato finanziato con 18 milioni di euro dal governo nazionale, quindi si potrà iniziare a concretizzarlo: sono cinque più una inizialmente le stazioni che punteggeranno la metropolitana di superficie, poi, eventualmente, strada facendo, si creeranno altre fermate tra quelle che appaiono indispensabili, vale a dire in zona via Paestum e in zona Asi. Sono alcune indicazioni emerse nel corso dell’incontro promosso dalla Società per la mobilità alternativa al bar Prima Classe di via Ercolano, alla presenza del sindaco, Federico Piccitto, e dei tecnici dell’ente di palazzo dell’Aquila, ing. Michele Scarpulla e ing. Giuseppe Corallo. “Aspettavamo da tempo questo confronto – afferma il presidente della Sma, Franco Cilia – e ciò che abbiamo potuto constatare è l’entusiasmo della gente, che ha partecipato in modo significativo all’appuntamento, per conoscere più da vicino quella che sarà un’opportunità da sfruttare al meglio sul fronte della mobilità alternativa”. Le cinque stazioni programmate, ed illustrate nelle tavole esposte al Prima Classe, sono quelle di Ibla che sarà collegata al Giardino ibleo attraverso una funivia, quella che esce a mezza costa in zona Carmine, la stazione di piazza del Popolo, di viale Colajanni all’angolo con via Torricelli e di Cisternazzi, all’altezza con il nuovo ospedale. E poi c’è la fermata di Donnafugata dove, però, non c’è alcunché da fare in quanto non sono previste opere. Per il Comune, la progettazione di queste cinque stazioni dovrebbe essere a carico di Rfi mentre l’ente di palazzo dell’Aquila dovrebbe occuparsi, sul piano progettuale, della realizzazione della funivia a Ibla, dell’ascensore inclinato che dalla stazione del Carmine condurrà sino alla piazza omonima e dell’ascensore verticale che, invece, collegherà la stessa stazione con Largo San Paolo. I tempi di progettazione sono probabilmente in ritardo ma ciò non costituirebbe un problema visto che è ancora da firmare la convenzione tra Comune e Rfi. Un altro argomento trattato riguarda lo scalo merci di piazza Stazione, un’area di 15mila metri quadrati che Rfi ha messo in vendita a meno di un milione di euro e che il Comune potrebbe acquistare in considerazione del fatto che si tratta di un’area che sorge al centro della città con destinazione verde pubblico. Qui, tra l’altro, si potrebbe realizzare una fermata degli autobus, un punto di bike sharing e, più in generale, una zona di scambio per la mobilità alternativa. Quindi, prospettive molto interessanti come quelle che contemplano la realizzazione di sottopassi e cavalcavia per permettere di accorciare le distanze in città, dal punto di vista pedonale, e consentire un più rapido accesso alle stazioni della metropolitana di superficie. “L’altra azione importante da portare avanti – spiega Cilia – consiste nel fatto di convincere la cittadinanza dell’utilità di questo strumento che, tra l’altro, attraversa alcuni dei quartieri più popolosi della città come Cozzo Corrado, Palazzello, Pendente. É fondamentale che si possano realizzare almeno due stazioni in più. Ma intanto si parte con la realizzazione operativa del progetto e poi si valuterà se e come garantire questi ulteriori innesti. Nei prossimi giorni riunirò il Cda della Sma per mettere tutti a conoscenza di questi ulteriori passi in avanti compiuti”.

Tags: Federico Piccitto, Michele Scarpulla, Giuseppe Corallo


Autore

Silvio Biazzo

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



One Response to Metropolitana di superficie: si può sperare?

  1. Fred says:

    Finché qualcuno non farà un progetto ferroviario vero si parla del “nulla”.
    Anzitutto l’articolo ed il Comune continuano a parlare di Stazioni ma RFI non realizzerà mai questi impianti e realizzerà, forse, solo qualche fermata.
    La fermata (e non stazione) del Carmine non si può fare perché l’ascesa della ferrovia raggiunge il 26×1000 e starebbe fuori norma ed i treni non riuscirebbero a ripartire in salita se non in maniera eccessivamente lenta.
    La fermata (e non stazione) dell’ospedale sta in una curva molto stretta che raggiunge a malapena i 300 metri di raggio che è il limite minimo per poter fare un marciapiede basso non accessibile ai disabili. Per realizzare una fermata accessibile ai disabili occorrerebbe effettuare una variante della curva addolcendola fino a 750 metri di raggio. Per carità, una variante avvicinerebbe anche la ferrovia all’ospedale (oggi distante minimo 160 metri dalla ferrovia) ma chi ha presentato la domanda di finanziamento ha calcolato tutti questi costi?
    I proponenti parlano solo di stazioni e mai di servizi.
    Ogni quanto passeranno i treni suburbani? Se non si descrive questo non si parla di niente.
    Mi sembra tutto molto superficiale.
    Mah….

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