La domenica del carrello

Con il nuovo anno negozi aperti 365 giorni l’anno
di: 
Silvio Biazzo

RAGUSA Negozi aperti anche 24 ore su 24, anche 365
giorni l’anno. Eppure, non sembra che i clienti siano
in fila. La riforma della liberalizzazione dell’intero
settore, voluta come uno dei suoi primi provvedimenti
dal governo Monti, giunge anche a Ragusa. Il sindaco,
Nello Dipasquale, ha infatti disposto l’abrogazione, con
effetto dal 1 gennaio 2012, degli obblighi di rispetto degli
orari di apertura e chiusura, della chiusura domenicale e
festiva, della giornata di chiusura infrasettimanale, per
il commercio al dettaglio (esercizi di vicinato, medie
e grandi strutture di vendita), per la somministrazione
di alimenti e bevande, per la vendita di quotidiani e
periodici, per la distribuzione carburante.

Con la stessa ordinanza sindacale deve intendersi
abrogata ogni limitazione di orario relativo ad attività
artigianali equiparate alle attività di commercio al
dettaglio del settore alimentare (pizzerie, rosticcerie,
gelaterie ecc.).

La liberazione totale giunge in un momento assai delicato.
Nel centro storico si alzano ogni mattina sempre meno
saracinesche e anche nei centri commerciali gli affari
non vanno a gonfie vele, sia per i piccoli che per i grandi
esercizi. La disoccupazione, i licenziamenti, l’aumento
di tutto ciò che poteva aumentare, le tasse (per i cittadini
onesti che le pagano), il caro-benzina, un clima di sfiducia
verso il futuro hanno prosciugato i portafogli e quasi
annullato l’ottimismo. Il risultato è la fuga dagli acquisti
che sta mettendo in crisi non soltanto i dettaglianti, ma
un intero sistema economico che per anni si è retto su
un consumismo senza limiti. La liberalizzazione è la
medicina giusta per questi mali?

Il provvedimento varato dal sindaco è conseguente al
decreto del governo nazionale sulle liberalizzazioni del
settore del commercio che, sulla materia, scavalca le
competenze regionali. Le forze politiche sono parse tutte
d’accordo e le uniche voci contrarie sono arrivate da
qualche piccolo sindacato autonomo, preoccupato per le
conseguenze di questa misura sul lavoro delle commesse e
dei dipendenti degli esercizi commerciali.

Nell’ordinanza sindacale viene eliminato ogni riferimento

al carattere sperimentale della liberalizzazione degli orari
nonché ogni riferimento alla limitazione ai soli comuni
turistici e città d'arte di tale disciplina.

Ragusa, in effetti, aveva già imboccato la strada della
deregulation, sperimentando una sempre più ampia
liberalizzazione degli orari e delle aperture, cedendo alle
richieste sempre più pressanti dei centri commerciali. Ora
è caduto anche l’ultimo diaframma.

Silvio Biazzo