Santa Maria La Nova e le vacanze dell’anima

Chiaramonte Gulfi. L’esperienza di una parrocchia che non va in ferie
di: 
sac. Giovanni Nobile

Tanti parlano di vacanze, di ferie da trascorrere a mare, in montagna, si parla tanto di crociere, di gite, di cure termali, di svaghi, di divertimenti, di sagre.
Sono pochi quelli che approfittano delle ferie, del periodo estivo in cui le scuole sono chiuse, tante aziende chiudono i battenti, per partecipare a convegni di aggiornamento, di approfondimento su tematiche religiose, a corsi di spiritualità, a giornate di ritiro, a pellegrinaggi in luoghi sacri come in Terra Santa, in santuari mariani che costituiscono le cliniche dello spirito.
Non è solamente il corpo ad ammalarsi, a stancarsi, e quindi ad avere bisogno di un po’ di riposo, di svago, ma anche lo spirito e l’anima che sono le componenti spirituali e quindi le più delicate della persona umana ad aver bisogno dello svago adatto, del meritato riposo.
Con quanto detto mi guarderei bene dall’affermare che le vacanze, le ferie, non vanno prese e che non sono utili, anzi sono del parere che dovrebbero essere per tutti mentre per alcuni sembrano essere un lusso.
Ebbene per correggere ed equilibrare meglio tale tendenza, cioè quella di “curare il corpo e di trascurare l’anima”, la comunità parrocchiale di Santa Maria La Nova, con i sacerdoti e i laici loro collaboratori, ha pensato di trascorrere diversamente i mesi estivi, e questo per i ragazzi e per gli adulti.
Infatti, padre Graziano Martorana, vicario parrocchiale di Santa Maria La Nova, con una quarantina di ragazzi ha organizzato per il mese di luglio il «Grest», uno strumento molto valido e altamente educativo che riesce a tenere impegnati tantissimi fanciulli, ragazzi, giovani in attività ricreative, sportive, culturali, aggregative e spirituali.
Diversamente questi 200 ragazzi non saprebbero come passare utilmente tale tempo. L’iniziativa è molto condivisa dalle famiglie dei ragazzi che in alcune attività vengono anche piacevolmente coinvolte, nonché dal nostro amato vescovo che crede tanto ad ogni iniziativa che si fa per i ragazzi e in particolare al Grest che racchiude in sé tante iniziative, tanti valori da scoprire e da vivere insieme.
Anch’io, parroco di questa parrocchia, sostenuto da alcune coppie, sto organizzando per gli adulti degli incontri di evangelizzazione e di preghiera da tenere nelle varie zone della campagna chiaramontana, ove tanti si trasferiscono nel periodo estivo.
Questa iniziativa serve per tanti motivi, tra cui quello di non trascurare lo spirito: «Il cristiano non va mai in vacanza», come afferma il motto scelto per l’estate di quest’anno 2010.
Le vacanza infatti non consistono nel non far nulla, anzi il non far nulla stanca più del lavorare.
Le ferie servono per cambiare attività o per gestire diversamente quelle attività per cui la diversità, la novità, il nuovo ambiente, le persone diverse ci attirano, ci coinvolgono, ci impegnano, non ci fanno cadere nella monotonia. La stanchezza infatti è spesso attribuita al fare sempre le stesse cose senza amore né motivazione.
La società, l’economia, l’apostolato sono in crisi anche per questo: mancano l’inventiva, la creatività, il coinvolgimento delle persone nel lavoro che svolgono. Abbiamo tanti demotivati, sfiduciati e depressi e questo porta ad un rendimento inferiore, porta all’isolamento, al disinteresse, al rifiuto delle attività e a volte della vita stessa.
Tali incontri servono anche a far impegnare tante famiglie che non solo mettono a disposizione la loro casa e i loro locali adeguatamente addobbati per la circostanza, ma fanno di tutto per far riuscire bene l’incontro invitando i loro parenti, amici, vicini e conoscenti. Ogni incontro vede la partecipazione di circa 70-100 persone che non solo partecipano volentieri ma a dire di tutti ne ricavano tanti benefici.
Proprio in uno di questi incontri, l’anno scorso, il Signore ci ha fatto capire di scegliere 12 uomini come allora ha fatto Gesù scegliendo gli apostoli, di formarli e di inviarli a evangelizzare.
Dei 20 uomini presenti all’incontro si sono presentati liberamente, con grande sorpresa di tutti, 12 uomini che hanno dato la loro disponibilità a fare quello che il Signore avrebbe fatto capire loro con la parola profetica che non manca mai nei vari incontri e con il discernimento del pastore. A questi 12 , i cui nomi sono stati scritti su delle pietre levigate, si sono unite anche le mogli.
Queste 12 coppie durante l’anno hanno fatto degli incontri formativi, hanno evangelizzato altre coppie e le hanno invitate a far parte dei gruppetti che nel giro di pochi mesi sono diventati cinque gruppi di circa 15-20 persone per gruppo.
Hanno preparato con me l’argomento «Educhiamoci alla testimonianza della carità» e hanno tenuto degli incontri presso alcune famiglie della parrocchia con grande soddisfazione loro e dei partecipanti.
Prossimamente si moltiplicheranno come si usa nel sistema delle cellule. Ogni gruppo ha due coppie responsabili scelte da me per coordinare la vita di ogni gruppo e una coppia per la catechesi da fare quando vanno in missione.
Uno dei prossimi incontri programmati si terrà alla villa comunale di Chiaramonte, dove si tengono tanti altri eventi di genere diverso, dove tante volte per il Signore sembra non esserci posto come quando doveva nascere.
Evidentemente per tali incontri sono stati avvisati e invitati i sacerdoti delle varie zone nel cui ambito parrocchiale verranno svolti e per quello che si terrà alla villa comunale il 30 luglio sono state invitate le realtà ecclesiali esistenti a Chiaramonte, tutto ciò perché convinti che se un’iniziativa non viene fatta in sinergia con gli altri, non potrà sortire quegli effetti benefici e molteplici che tutti ci auguriamo.
Il parroco sac. Giovanni Nobile

 


 

Insieme n. 510 del 18 luglio 2010