Vita Cristiana

Pubblicato il 8 Giugno 2016 | di Silvio Biazzo

Beata Maria Schininà: i festeggiamenti nel ricordo che dura da 106 anni

Come ogni anno da quel lontano 10 giugno del 1910 la comunità delle suore dell’Istituto del Sacro Cuore si raccoglie per onorare il ricordo della statua[1]Madre Fondatrice la Beata Maria Schininà la cui ricorrenza ricade il 12 giugno.

E’ sempre vivo nelle menti e nei cuori di tutti i ragusani – e non – il transito di quella suora che da tutti i ragusani è chiamata “La Fondatrice” che avviene nel lontano 10 giugno del 1910: la nobildonna Maria Schininà lascia questo mondo dopo avere fondato il prestigioso Istituto Sacro Cuore, emblema della carità di questa terra iblea (la sua istituzione risale al 9 maggio 1889, prime componenti solo 5 umili consorelle).

Questi gli appuntamenti salienti: giovedì alla Casa Madre incontro sul tema del Carisma della Beata, venerdì all’Educatorio maschile di Corso Italia interessante conferenza sul tema “Le opere assistenziali della Beata Schininà ieri e oggi per una rete territoriale a servizio delle fragilità”, relazioneranno la dr.ssa Maria Concetta Noto vice direttore dell’UPS e il dr. Antonio Lucenti Dirigente del Reparto oncologico dell’ASP di Ragusa (moderatore don Giorgio Occhipinti). Sabato nel salone della Casa Madre serata all’insegna della fraternità con il gruppo teatrale “Bedi tiempi” che animerrà lo spettacolo “ Bi cuntu, bi cantu e bi raccuntu” con il tenore Dario Adamo, l’attore dialettale Mario Tumino, assieme a Cristina Trigiri e Ciccio Schembari.

Domenica 12 in occasione della ricorrenza liturgica si terrà il Giubileo dei malati (tra l’altro ricorre anche il 25° di sacerdozio di don Giorgio Occhipinti): nel pomeriggio, dopo il momento di preghiera, dalla Casa Madre partirà la processione per raggiungere la Cattedrale dove il vescovo mons.Carmelo Cuttitta presiederà la solenne Celebrazione Eucaristica.

La nostra comunità ventisei anni addietro ha registrato il grande evento della Beatificazione di Suor Maria Schininà, avvenuta il 4 novembre 1990: quel giorno Piazza S. Pietro a stento è riuscita ad accogliere le migliaia di fedeli che hanno voluto partecipare allo storico evento.

Maria Schininà nasce a Ragusa il 10 aprile 1844: il padre è il Cav. Giambattista Schininà dei Marchesi di Sant’Elia e Schinina%2018%20anni[1]dei Baroni di San Filippo del Monte, la madre la N.D. Rosalia Arezzo Grimaldi dei Duchi di S.Filippo delle Colonne, è la quinta di otto figli. Cresce in un ambiente familiare dove venivano professati i principi cristiani, ricevendo un’educazione integerrima con l’aiuto del sacerdote Vincenzo Di Stefano suo precettore, figura usuale nelle famiglie nobili.
Seguendo l’istinto della sua età frequentò, sempre con liceità, la danza, la moda, soprattutto la musica cui aveva una particolare predilezione; al punto che nel 1860, a 16 anni, divenne l’animatrice della costituenda banda musicale di Ragusa e in occasione dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia ebbe il privilegio da parte del maestro della banda, di battere il tempo con la bacchetta, durante il concerto in piazza S. Giovanni. Ma questo mondo effimero non appaga l’animo di Maria: i suoi momenti più veri li vive nella ricerca interiore dell’Onnipotente. La morte del padre segna la svolta della sua vita: abbandona ricevimenti e mondanità, si veste con umiltà, visita i bisognosi e la povera gente, i “tuguri” downloaddiventano la “sua nova casa”, viene così soprannominata la “madre dei poveri”. Fu una scelta, diremmo oggi scioccante, per la società dell’epoca, perché infranse un muro esistente fra ricchi e poveri, nobili e popolo, per servire personalmente nei loro tuguri i poveri e gli ammalati.
Dopo la sua morte la sua opera sarà proseguita e potenziata dalle consorelle: l’impronta indelebile della Fondatrice rimane ancora oggi nelle decine di Istituti sparsi in Italia ed oltralpe, specie in terra di missione (es. Filippine, Madagascar, etc.). Ed in quei luoghi sperduti e spesso inospitali le suore – sulle orme della Fondatrice – portano avanti molteplici attività educativo-assistenziali, ospedaliere, assistenza domiciliare, ospitalità per gli anziani, presenza viva nelle scuole e nelle parrocchie. Ed in questi ultimi anni lo spirito della Beata ha trovato riscontro in tante giovani vocazioni provenienti appunto dalle terre di missione, giovani ragazze che hanno abbattuto le frontiere nazionali per dedicarsi agli insegnamenti della loro Prima Madre Generale, nuova linfa per una Istituzione che tanto lustro continua a dare a questo estremo lembo della terra di Sicilia.
Le sue spoglie mortali sono custodite nella Casa Madre di Ragusa, all’interno del Convento, e sono meta di continuo pellegrinaggio da parte dei fedeli, così come il piccolo museo che accoglie suoi oggetti, abiti, ricordi, scritti, testimonianze della Sua vita terrena.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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