Vita Cristiana

Pubblicato il 9 novembre 2018 | di Alessandro Bongiorno

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Mons. Giovanni Jacono venerabile Il vescovo povero ammirato anche da Giovanni XXIII

La Chiesa di Ragusa è in festa. Monsignor Giovanni Jacono è stato proclamato venerabile. Papa Francesco ha infatti autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni Jacono, nato a Ragusa il 14 marzo 1873 e morto sempre a Ragusa il 25 maggio 1957, arcivescovo titolare di Mocisso, già vescovo di Molfetta e Caltanissetta. La pubblicazione del decreto sulle virtù eroiche apre la strada alla beatificazione e la successiva canonizzazione per la quale occorrerà il riconoscimento e l’ufficializzazione da parte della Congregazione delle cause dei santi di almeno un miracolo, realizzato su intercessione di monsignor Jacono.

L’ammirazione di Giovanni XXIII. A Roma, al collegio di Sant’Apollinare, ebbe come compagno di studi Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII il quale, dopo la morte di monsignor Jacono, ricevendo in udienza privata un sacerdote di Caltanissetta e ricordandosi del suo compagno, ebbe a dire: «Io lo ammiravo molto e pregavo il Signore perché mi facesse diventare buono come Giovanni Jacono».

Fece anche il muratore. Monsignor Giovanni Jacono nacque a Ragusa il 14 marzo 1873 da una semplice e umile famiglia di cattolici praticanti. Per mantenersi gli studi, fece anche il muratore. Dopo il diploma di maturità dovette arruolarsi nell’esercito e terminato il servizio militare, chiese all’arcivescovo di Catania il Cardinale Giuseppe Francica-Nava de Bontifè, di essere accolto nel seminario.

Maestro mancato. Riuscì a coronare il suo sogno di entrare in seminario per un disguido. La sua domanda di ammissione a una borsa di studio che lo avrebbe avviato alla carriera di maestro elementare fu accolta, infatti, solo qualche giorno dopo il suo ingresso in seminario.

La profezia della beata Schininà. Si avverava, così, la profezia della beata ragusana suor Maria Schininà che aveva predetto al giovane Giovanni Jacono, che le aveva chiesto una preghiera perché avesse la possibilità di studiare in seminario, che sarebbe diventato «sacerdote e qualcosa di più». Il 21 settembre 1902 fu ordinato sacerdote a San Giovanni La Punta. Il cardinale Nava lo mandò a Roma, al Collegio Apollinare, per completare gli studi e lì Jacono si distinse per la pietà, la bontà, l’umiltà, la carità che tanto colpirono anche Angelo Giuseppe Roncalli. Terminati gli studi a Roma, tornò a Catania e fu nominato padre spirituale del seminario arcivescovile e canonico penitenziere della Cattedrale. Successivamente venne nominato rettore del seminario.

La nomina a vescovo e la scelta di povertà. Nel 1918 Papa Benedetto XV lo nominò Vescovo di Molfetta-Giovinazzo-Terlizzi. Fu consacrato Vescovo l’8 settembre 1918 nella cattedrale di Catania dal Cardinale Nava. Fece il suo ingresso nella Diocesi di Caltanissetta il 28 settembre 1921. Nel 1953 Papa Pio XII gli affidò il Vescovo coadiutore nella persona di monsignor Francesco Monaco. Nel giugno del 1956 lasciò la Diocesi di Caltanissetta e si ritirò nella sua città natale. Si spense a Ragusa il 25 maggio 1957 e fu sepolto nella cattedrale di Ragusa. Morì vivendo sino all’ultimo il suo voto di povertà. Sulla sua scrivania fu trovata una busta con lire quindicimila con la scritta «per i poveri della S. Vincenzo».

L’avvio del processo di beatificazione. Il 13 gennaio 2008, nella Cattedrale di Caltanissetta, monsignor Mario Russotto ha aperto il processo di beatificazione di monsignor Giovanni Jacono che vive oggi, dopo dieci anni, un momento particolare.

La biografia. La sua biografia è stata raccolta da Giovanni Speciale nel libro ‘’Se non diventerete come bambini’’, pubblicato dalla comunità di San Leonino (edizione Lafeerla). 

I legami tra Ragusa e Caltanissetta. Monsignor Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, ha più volte ricordato il legame particolare che unisce le diocesi di Ragusa e Caltanissetta. Fu infatti proprio monsignor Jacono a ordinare sacerdote monsignor Angelo Rizzo che poi divenne vescovo di Ragusa e lo stesso monsignor Rizzo, successivamente, impose le mani a monsignor Russotto.

 

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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