Cultura

Pubblicato il 5 Marzo 2019 | di Silvio Biazzo

Da Ragusa all’Istituto di astrofisica: alla scoperta di Mercurio

Una missione nei misteri dell’Universo della quale va orgogliosa l’Italia anche per il determinante apporto dell’ingegnere aerospaziale Michele Zusi, originario di San Martino Buon Albergo in quel di Verona, marito di una nostra concittadina Katia Biazzo, ricercatrice laureata in Fisica all’Università di Catania: la meta è il primo pianeta del nostro sistema solare, Mercurio.

Dopo diversi anni di gestazione si è finalmente arrivati al via, avvenuto alle 3.45 della notte tra venerdì 19 e sabato 20 ottobre 2018. Gli ultimi preparativi si sono svolti a Kourou, la base di lancio europea nella Guyana Francese da cui è poi partito il satellite della missione “BepiColombo” a bordo del vettore Ariane 5. «La missione – spiega l’ingegnere Zusi – è frutto della collaborazione tra Esa (Agenzia Spaziale Europea) e Jaxa (Agenzia Spaziale Giapponese). Prevede un viaggio interplanetario di sette anni per un totale di nove miliardi di chilometri prima di raggiungere Mercurio, il pianeta di tipo terrestre più piccolo e meno esplorato del Sistema Solare».

L’ingegnere Michele Zusi, in collaborazione con molteplici colleghi anche internazionali, ha lavorato con scrupolo, costanza e tanta professionalità per mettere a punto Simbio-SYS, uno degli strumenti della missione collocati a bordo della sonda, e deputato all’investigazione chimica e geomorfologica della superficie di Mercurio. «Si tratta in pratica di una macchina fotografica a tre occhi – ha dichiarato ancora Zusi – uno spettrometro per identificare la composizione chimico- mineralogica della superficie, una camera stereoscopica la ricostruzione in 3D della topografia e infine una camera ad alta risoluzione spaziale studiata per ottenere immagini della superficie con un livello di dettaglio e nitidezza prima d’ora impensabile nelle esplorazioni spaziali». La sonda come già sopra accennato impiegherà circa sette anni prima di giungere a destinazione.

La consorte Katia da anni alterna la sua vita di moglie e madre con quella di scrupolosa ricercatrice, professione che l’ha portata ad effettuare le sue ricerche focalizzate principalmente su stelle in formazione nella nostra Via Lattea e in galassie esterne e sui pianeti extrasolari, ossia pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare. Autrice di molteplici pubblicazioni apparse su prestigiose testate scientifiche internazionali, le sue ricerche l’hanno portata in moltissimi istituti ed osservatori astrofisici esistenti in Europa e nel mondo.

È proprio il caso di dire che la giovane famiglia Zusi-Biazzo (entrambi fanno parte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica) è una di quelle eccellenze italiane che vive con la “testa tra le stelle”: le ricerche della coppia Zusi-Biazzo sono tra quelle che stanno arricchendo la conoscenza dello sconfinato e tutto da scoprire universo che ci circonda e che non cessa mai di stupirci grazie al lavoro e all’abnegazione anche di tanti scienziati italiani che come loro fanno parte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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