Società

Pubblicato il 14 febbraio 2018 | di Silvio Biazzo

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In Prefettura il ricordo delle Foibe

Celebrato il “Giorno del Ricordo”, per conservare e rinnovare – come recita l’art. 1 della legge n. 92 del 30 marzo 2004 (legge Menia) – la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale: la toccante cerimonia si è tenuta in Prefettura, alla presenza dell’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ragusa Gianluca Leggio, dei vertici provinciali delle Forze dell’Ordine e dei rappresentanti delle locali associazioni combattentistiche e d’arma.
Il Prefetto Filippina Cocuzza, nel suo intervento introduttivo, ha voluto sottolineare la grande rilevanza della ricorrenza che “nonostante sia stata istituita di recente, tuttavia sancisce “un riconoscimento pubblico di un capitolo buio della nostra storia per troppo tempo quasi ignorato o negato in Italia, se si considera che fino agli ultimi decenni del 90 gli storici e l’opinione pubblica hanno parlato poco di foibe e di esodo giuliano-dalmata e che quando si è affrontato il tema lo si è fatto spesso, e lo si fa purtroppo ancora oggi, utilizzando strumentalmente l’argomento”. E’ stato altresì posto l’accento sulla importanza della partecipazione delle giovani generazioni nella realizzazione di simili eventi commemorativi perché – come ribadito dal Prefetto – occasioni come quella del “Giorno del ricordo” devono costituire per loro motivo di comprensione e riflessione, perché abbiano consapevolezza di quanto accaduto ed evitino che tali orrori possano ripetersi.

Durante la manifestazione celebrativa si è proceduto alla consegna della medaglia commemorativa conferita dal Presidente della Repubblica il 25 gennaio scorso in riconoscimento del sacrificio offerto alla Patria dal concittadino ibleo Giovanni Battaglia con la seguente motivazione: “Finanziere in forza alla Brigata di Fiume Porto Petrolio, fu catturato dopo il 2 maggio 1945 da truppe titine presso la Caserma di Campo Marzio (Trieste) insieme ad altri commilitoni e deportato verso la Jugoslavia. Da allora non se ne ebbero più notizie”. Altamente qualificante per la celebrazione della ricorrenza è stata la presenza toccante dei familiari del signor Giovanni Battaglia, segnatamente i nipoti Angelo, Jolanda, Licia e Franca Cappello ai quali il Prefetto unitamente al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col. Claudio Solombrino hanno consegnato la prevista distinzione onorifica.

A conclusione, è stato ricordato anche il riconoscimento conferito quest’anno alla memoria dell’altro cittadino ragusano Francesco Pietro Virgadamo, appuntato della Polizia di Stato in servizio all’epoca presso la Questura di Trieste, la cui Medaglia è stata ritirata a Roma dai familiari nel corso della cerimonia tenutasi presso il Senato della Repubblica lo scorso 9 febbraio.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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