Approfondimenti

Pubblicato il 21 Gennaio 2014 | di Laura Barone

Siamo tornati ai musicarelli…

Si è fatto un gran parlare di Albano e Romina a Mosca.
Finalmente (!!!) giovedì 16 Gennaio abbiamo avuto la possibilità di vedere su RAI uno, che ne aveva fatto oggetto di snervanti dibattiti su Domenica in e altrove, lo spettacolo che ha mandato in visibilio il pubblico russo, il quale ha scoperto con 50 anni di ritardo la “cultura” dei musicarelli cioè quei film che, partendo da una canzone di Albano o di Gianni Morandi , ci imbastivano una trama, protagonisti gli stessi cantanti con le loro fidanzatine dell’epoca. Poveri Russi, dopo i tetri decenni del Comunismo che non hanno permesso loro di conoscere la “cultura” italiana degli anni sessanta, e dopo la miseria in cui li aveva gettati il post-comunismo, possono finalmente godersi, pagandoli a carissimo prezzo i nostri settantenni cantanti .
Lasciando per ultimi i protagonisti in assoluto della serata, comincio da Pupo di cui, giuro, non avevo mai sentito parlare, prima che fosse chiamato a presentare il gioco dei pacchi. Anche se all’epoca della sua canzone più famosa, “Su di noi”, ero abbastanza giovane e mi piaceva molto la musica leggera. Passando a Toto Cutugno capisco benissimo perché piace tanto all’Estero, porta in giro l’immagine stereotipata dell’ “italiano vero”, con la chitarra in mano, gli spaghetti al dente, (non so come facciano i più giovani a capire la faccenda della radio estraibile e portata sotto il braccio, che è stata la cosa più trash della nostra storia). Sorvolo su “il partigiano come Presidente” perché penso che Pertini si sarebbe dovuto ribellare per essere stato infilato in una canzone così cretina e per il fatto che,nonostante la Resistenza, l’Italiano fosse rimasto “con la chitarra in mano e con i calzini nuovi nel primo cassetto.”
Mi dispiace per Gianni Morandi che è andato a cantare “In ginocchio da Te”, pur avendo nel suo repertorio “C’era un ragazzo…” “C’è un grande prato verde..”(ma forse Putin gliele avrebbe censurate).
Nulla da dire sui Mattia Bazar e I Ricchi e Poveri, bravissimi come sempre.
Andiamo su Albano e Romina. Dopo anni dalla separazione, dopo insulti sanguinosi sulle televisioni di mezza Europa, dopo accuse di maltrattamenti che lei avrebbe subito da lui, eccoli insieme perché il cachet era troppo appetitoso per rinunciarci!
Ancora una volta per onorare lo stereotipo dell’ “Italiano vero” ecco sul palco la mamma di Albano (!) che,udite,udite, anzi vedete, vedete, si abbraccia con Romina alla quale chissà quante ne ha dette. A me risulta che non le è piaciuta sin da quando il figlio gliela ha portata in casa. Ve la immaginate consuocera di Linda Christian e di Tyrone Power!
Questa cara e dignitosa vecchietta, che mi ha fatto tenerezza perché somiglia alle mamme di tutti noi, ha fatto uno sbaglio: farsi coinvolgere in questa trasferta moscovita.
Ma ancora non è finita: ecco una delle figlie di Romina, ecco i figli di Loredana Lecciso e perché non c’era anche Loredana? Nessuno si sarebbe scandalizzato, anche Pupo è notoriamente bigamo!
Oggi pomeriggio, sabato 18 gennaio ancora un’intera trasmissione di rai uno dedicata a questo evento con giornalisti, critici musicali etc.
Sorvolo sui giudizi ampiamente positivi sullo spettacolo, sulla canzone italiana apprezzata all’Estero e colgo una notizia data da Luzzato Fegis, presente a Mosca. Yaris Carrisi, figlio di Romina, non è voluto andare sul palcoscenico, Cristel, sua sorella, piangeva a dirotto dietro le quinte.
Bravi! Le uniche due persone intelligenti e sensibili in tutto questo ambaradan.

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Autore

Laura Barone

Nata il 20/06/1944. Docente in pensione di Italiano e Storia. Appassionata di Storia e Letteratura locale, Storia del XX secolo e dell'associazionismo cattolico. Autrice di alcune pubblicazioni su questi temi. Socia del Centro Italiano Femminile, del Convegno Maria Cristina e della FIDAPA, ha tenuto per queste associazioni diverse conferenze.



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