L’iter della realizzazione della ” Chiesa della SS. Nunziata “
La prima fase di studio progettuale del complesso ” Chiesa della SS. Nunziata ” e connessi locali del Ministero Parrocchiale, risale agli anni ’90.
Il Parroco pro tempore all’epoca era il Sac. Giovanni Pluchino. Sono state sviluppate e si sono susseguite, negli anni, più fasi progettuali, alla ricerca della scelta tipologica che rispondesse, al meglio, ai requisiti di natura estetico – architettonica e di tipo funzionale – liturgico; per ultimo, in base di un’idea elaborata, pubblicizzata ed approvata dalla Parrocchia, è stato richiesto tramite la Curia Vescovile di Ragusa l’ammissione a contributo CEI.
Il progetto è stato presentato ed approvato dalla CEI nel 2013. Con Decreto del 30/07/2013 la CEI ha concesso al Vescovo della Diocesi di Ragusa il contributo del finanziamento. I lavori di costruzione sono iniziati in data 26/03/2014 ed hanno avuto termine il 29/09/2016.
L’idea progettuale della “ Chiesa della SS. Nunziata ” è maturata a conclusione di un percorso di crescita e di approfondimento del ruolo e dei significati spirituali connessi all’opera. L’iter, sicuramente complesso ed articolato, portato a compimento grazie anche alla guida della Diocesi ed al sostegno psicologico di Padre Raffaele Campailla (attuale parroco della chiesa), è stata motivo di crescita ed affinamento della sensibilità spirituale.
Il tema è stato affrontato partendo dalla necessità di realizzare per il quartiere un punto di riferimento per la comunità che lo abita, con lo scopo di definire per essa un’identità architettonica che avesse capacità di attrazione e polarizzazione, sia funzionale che morfologica, gettando le basi di un più forte e nuovo dialogo con l’ambiente circostante.
Pertanto, la forma geometrica, che meglio garantisce un rapporto accogliente sia all’interno che all’esterno dell’involucro architettonico, è sembrata il cerchio intorno e dentro il quale si è svolta tutta la progettazione.
Questa è studiata, all’interno, per garantire un rapporto liturgico efficace tra l’assemblea e il sacerdote che officia, e all’esterno, l’idea dello spazio che confluisce sull’altare si ripropone nella costruzione dei segmenti che delimitano i parcheggi, il verde ed il sagrato. Tutto è stato fatto in modo che il percorso dell’utente converge verso il fulcro dell’aula e diventa un cammino spirituale che preannunzia la sacralità del luogo.
L’atmosfera diventa avvolgente e rassicurante, come in un abbraccio. Lo spazio esterno accoglie e accompagna al sagrato dove le alte pareti libere proteggono la sacralità del luogo, pur sottolineando la dilatazione dello spazio interno verso l’esterno, così che, planimetricamente, l’abbraccio si trasforma in una propagazione di cerchi concentrici, quasi come una goccia che, per quanto piccola, alimenta le grandi distese d’acqua. Ma il complesso, così come si protende alla comunità, lungo i prospetti si spinge gradualmente verso l’alto, grazie ai profili delle vele, sino a culminare nel campanile. E la goccia si trasforma in un’onda che travolge lo spettatore mentre si tende con tutte le sue forze al divino.
Paola Schininà
