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Pubblicato il 8 Aprile 2017 | di Redazione

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Effetti positivi e negativi della preghiera del cuore

Nei Racconti di un pellegrino russo possiamo leggere: “L’orazione del cuore mi dava una letizia che avrei ritenuto impossibile su questa terra, e mi domandavo come le delizie del regno celeste potessero essere maggiori di queste. Non solo sentivo questa luce dentro la mia anima, ma anche il mondo esterno mi appariva bellissimo e incantevole, e tutto mi stimolava all’amore e alla gratitudine per il Signore: la gente, gli alberi, la vegetazione, gli animali. Erano tutti miei familiari e su ogni cosa vedevo impresso il miracolo del Nome di Gesù. A volte sentivo una tale leggerezza come se non avessi più corpo e anziché camminare volteggiassi beato nell’aria; quando rientravo in me stesso vedevo chiaramente tutto il mio interno e mi stupivo della saggissima struttura del corpo umano; a volte provavo una gioia così intensa, come se mi avessero eletto imperatore. E in tutti questi momenti di gioia desideravo che Dio mi concedesse di morire al più presto e di effondermi in gratitudine ai suoi piedi nel mondo degli spiriti”.

La preghiera del cuore, dunque, innalza l’uomo verso la Luce e lo spinge a contemplare le cose celesti. Ma è bene considerare anche quelli che sono gli effetti che la preghiera del cuore produce sul corpo. Nessun dualismo nel cristianesimo! La preghiera, infatti, produce un certo calore nel petto. E’ lo stesso fuoco che arde nei discepoli sul cammino di Emmaus: “non ardeva forse il nostro cuore quando egli, lungo la via, ci parlava e ci spiegava la Scritture?” (Lc 24,32). Ed è da questo calore che sgorgano anche  le lacrime. Sono le lacrime di chi si sente gratuitamente amato e voluto bene, di chi si sente perdonato e spinto verso una vita migliore. Il calore scioglie il corpo e fa sgorgare le lacrime per amore del Suo Amore. Un altro effetto è il silenzio. Questo silenzio avvolge totalmente l’uomo, riportandolo a una pace paradisiaca. E’ un silenzio che parla al cuore dell’uomo, e che pone nella sua anima una pace sconfinata. Una volta che l’uomo ha ricevuto questi grandi doni, quando agisce non può che portare il segno dello Spirito santo. E il segno più grande che egli può manifestare è l’Amore. Quindi il frutto più delizioso della preghiera del cuore è l’Amore! L’apostolo Giovanni ce lo ricorda: “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l’amore è da Dio e chi ama è generato da Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, poiché Dio è amore” (1Gv 4,7).

Però, oltre agli effetti positivi, la preghiera del cuore, se praticata male, può produrre effetti negativi. Infatti, secondo Elisabeth Behr-Sigel, nel praticare la preghiera si devono evitare tre pericoli: il dilettantismo, il formalismo tecnico e l’evasione alienante in una mistica impersonale. Il Nome di Gesù è sacro, e la sua invocazione è qualcosa di serio. Non si può sperimentare la preghiera di Gesù come si provano tante altre cose. Essa richiede un cammino di fede importante e un sentimento religioso vero e reale. E’ la famosa parabola del seme del Vangelo, non sempre il seme cade sul buon terreno, quindi non darà alcun frutto (Cf. Mc 4, 1-9). Per quanto riguarda invece il formalismo tecnico, una preghiera tecnicamente perfetta, ma che mira solo alla soddisfazione personale, all’acquisizione di una superiorità psichica, è una preghiera cattiva, perché manca di fede, di relazione col Signore. Un altro male è il credere di far scendere Dio e i suoi angeli nel mondo con l’invocazione di formule magiche. Ad esempio, il libro dei Salmi oggi è oggetto di questa pratica. Si parla di uso magico dei salmi. Come se, attraverso alcune pratiche teurgiche, Dio potesse correre per comando e visibilmente in aiuto di chi ha bisogno. Ma ciò che è peggio, è il fatto che Dio viene invocato anche per fare del male a coloro che si considerano come avversari. Dov’è finito l’amore del nemico? E soprattutto, il fatto di non aspettare i doni di Dio, ma di richiederli tramite formule magiche è qualcosa di totalmente estraneo al cristianesimo, e che invece ha le sue radici nello gnosticismo e nella cabala. Ultimo grande pericolo è il sincretismo. La preghiera di Gesù all’infuori della confessione di fede di Pietro, non ha alcun senso: “Tu sei il Cristo!” (Mc 8,29).

In fondo, lo stesso Gesù –pur facendo tanti miracoli- era convinto che la fede non nascesse per niente da un fatto miracoloso, e ammoniva le persone: “questa generazione è davvero una generazione malvagia: pretende un segno miracoloso, ma l’unico segno che le verrà dato sarà come quello di Giona” (Lc 11,29). La preghiera del cuore – che secondo Ignatij Brjancaninov fu insegnata dallo stesso Gesù agli apostoli – dunque non è nulla di magico, ma è un modo di mettersi in dialogo con il sacro all’interno di una fede pura, feconda e viva.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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