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Pubblicato il 9 Giugno 2014 | di Agenzia Sir

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Consegnati i lavori per l’ A 18 Rosolini-Modica: sembra un miracolo!

La notizia è fresca di giornata e proviene direttamente dal presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta: per il proseguimento dell’ A 18 – Autostrada Rosolini – Modica sono stati consegnati i lavori per la sua realizzazione , l’ investimento è pari a 300 milioni di euro e troveranno occupazione 500 lavoratori in tre anni. Finalmente la provincia di Ragusa avrà il primo pezzettino di autostrada. Quasi non ci si crede poiché di questo “miracolo” se ne parla oramai da decenni: i cantieri dei lavori sono stati quindi consegnati dal Consorzio Autostrade Siciliane, lavori che riguarderanno il tratto Rosolini- Modica. Rimane sempre un po’ di amaro in bocca per i ragusani che avrebbero certamente gradito che questo prolungamento della A 18 arrivasse sino al capoluogo, ma dati i tempi che corrono è meglio accontentarsi.
“Un’opera attesa da anni e sbloccata dal mio governo – ha dichiarato il presidente Crocetta giustamente soddisfatto – che determinerà un’occupazione di 500 lavoratori in tre anni. Mentre assistiamo alla politica del parlare, degli scontri politici, dei commissariamenti incostituzionali, del mancato rispetto del risultato delle elezioni, la Sicilia comincia a godere dei frutti del lavoro fatto fin ora in termini di risparmio e lavoro”. E Crocetta si è poi rivolto all’altro versante delle “speranze” ed ha così continuato: “ Presto inizieranno i lavori per la Ragusa – Catania e tanti altri cantieri, per un investimento di un miliardo e mezzo complessivo in infrastrutture”.
All’annuncio è seguita l’illustrazione alle parti sociali delle linee guida della nuova programmazione europea 2015-2020, ci sarà anche un incontro con i sindaci e la società, per chiudere entro il 15 luglio, termine previsto dal governo, la programmazione progetto Sicilia sui fondi europei.
“Tutto questo – ha concluso il presidente della Regione – è il risultato del lavoro che ha interamente invertito la marcia contro il declino della Sicilia, che sta cominciando a risalire la china”.


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