San Francesco di Sales
Il 24 gennaio si ricorda San Francesco di Sales, un vescovo e dottore della Chiesa nel XVI secolo, noto per il suo approccio gentile e caritatevole nel diffondere la fede cattolica. Nato nel 1567, ha dedicato la sua vita al servizio religioso, diventando vescovo di Ginevra. La sua capacità di comunicare con empatia e compassione lo ha reso un modello per molti e la sua canonizzazione nel 1665 sottolinea l’importanza della sua eredità spirituale.
San Francesco di Sales è venerato come il patrono dei giornalisti proprio per la sua abilità nel comunicare la fede con dolcezza e rispetto, proprio per questo motivo giornalisti, comunicatori e professionisti dei media, dovrebbero tenerlo sempre come riferimento e modello di eloquenza pacifica e di comunicazione che rispetta la verità. Prendendo spunto dalla sua vita dedicata al servizio e alla diffusione della fede dovrebbe ispirare coloro che cercano di informare il pubblico con integrità e compassione.
I fatti di cronaca delle ultime settimane purtroppo hanno fatto emergere una vera e propria carenza (assenza) delle caratteristiche comunicative ispirate a San Francesco di Sales. L’accanimento mediatico e l’odio virtuale minano la qualità del dibattito pubblico e il benessere della società. La velocità delle notizie e la diffusione attraverso i social media possono amplificare e incoraggiare comportamenti aggressivi. È fondamentale riflettere su come possiamo promuovere un dialogo più costruttivo e responsabile, incoraggiando il rispetto delle opinioni diverse tenendo sempre presente l’esempio di San Francesco di Sales.
L’educazione digitale e la consapevolezza sull’uso responsabile dei media riguarda tutti noi, perché tutti davanti ai social diventiamo comunicatori. Ricordiamo sempre di mettere il cuore e trovare parole gentili per mitigare l’odio virtuale e favorire una comunicazione più inclusiva e rispettosa, solo così potremo seguire l’insegnamento di San Francesco di Sales definito da Papa Francesco nella Lettera apostolica Totum amoris est, (Tutto appartiene all’amore) “Un fine interprete” del suo tempo, che in modo nuovo aveva “sete di Dio”, e uno “straordinario direttore di anime”, capace di aiutare le persone a cercare il Signore nel proprio cuore e a trovarlo nella carità.
