Giornata mondiale di preghiera
Il mondo in preghiera, per un giorno. Per 24 ore, in tutte le parti del globo, donne cristiane di varie confessioni religiose pregano insieme.
Una preghiera che attraversa popoli e culture, una preghiera per la pace, per la dignità di ogni essere umano.
Ogni anno, il primo venerdì di marzo, si celebra la Giornata mondiale di preghiera. Partecipano donne e uomini di 120 paesi in 88 lingue diverse. In diversi orari, a seconda dei vari paesi, coprendo così tutto l’arco della giornata. Ogni anno, la liturgia viene preparate dalle donne di un paese diverso che propongono anche delle testimonianze.
Quest’anno, la liturgia è stata preparata dalle donne delle Isole Cook, quindici isole nel triangolo polinesiano, sparse su un’area di oltre 2 milioni di chilometri quadrati: gli abitanti sono 15.000. Solo dodici isole sono abitate. L’isola principale è Rarotonga con la capitale Avarua.
Il tema è “Mi hai fatto in modo meraviglioso” (Salmo 139,14). Simbolo della proposta di quest’anno è un’opera d’arte, un dipinto realizzato da due donne delle Cook che rappresenta lo splendore colorato dell’arcipelago. «Un dipinto inondato di luce, che raffigura le meraviglie della creazione – si legge nella presentazione – un brillante cielo blu, una flora colorata e una fauna variegata, lagune e oceani. L’imponente palma da cocco, che cattura lo sguardo dell’osservatore, simboleggia forza e bontà, assicura salute e benessere. Dalle foglie alle radici, la palma viene utilizzata come alimento, medicina e protezione solare. Per gli abitanti delle Isole Cook è l’albero della vita. La barca nell’immagine rappresenta l’arrivo del cristianesimo 200 anni fa. Le tre donne in primo piano simboleggiano la conservazione della tradizione e del patrimonio culturale. Le donne realizzano preziose trapunte di “tivaevae”, simbolo di pazienza, amore e unità. Una indossa un cappello tradizionale fatto di giovani foglie di cocco, le altre un copricapo fatto di fiori tropicali di tiaré. In tal modo onorano l’amore e la grazia di Dio».
La liturgia inizia con il saluto tipico delle Isole Cook: “Kia Orana”, che letteralmente significa. “Che tu possa avere una vita lunga e felice!” È così che si salutano gli abitanti delle Isole Cook. Il filo conduttore sono le conquiste e le lotte delle donne nella nostra società. I diversi ruoli delle donne contribuiscono in modo significativo al tessuto sociale delle Isole Cook”.
Il momento di preghiera sarà ospitato quest’anno nella chiesa di Sant’Antonio di Comiso, il 7 marzo, alle 19. La liturgia sarà proposta insieme da donne di varie chiese cristiane e di alcuni movimenti ecclesiali presenti a Comiso.
La liturgia sarà carica di simboli che porteranno tutti i presenti (uomini e donne) come in un tuffo in un paese che si trova dall’altra parte dell’emisfero (11 ore di fuso orario).
