Società

Pubblicato il 5 Maggio 2025 | di Emanuele Occhipinti

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Pneumatici ricostruiti esempio di economia circolare

Di solito quando si parla di economia circolare, sostenibilità, difesa dell’ambiente, di buone prassi ecologiche, si hanno in mente pratiche agricole ed alimentari, fiumi avvelenati e scarichi industriali, fertilizzanti e modifiche genetiche. Con difficoltà si associano questi concetti agli pneumatici. Eppure, è così, lo abbiamo scoperto qui a Ragusa, nel sud-est della Sicilia.

L’occasione è una convention che una nota ditta locale di pneumatici ha organizzato, al fine di informare la propria clientela sulla ricostruzione efficiente degli pneumatici per il trasporto su strada, con ricadute positive nei campi della sicurezza, ambiente ed economia. Il tutto lontano da una sostenibilità di facciata, quella che gli esperti chiamano greenwashing, affermata solo a parole nelle comunicazioni promozionali e di marketing. L’efficienza del processo è qui dichiarata da un certificato che convalida i calcoli di riduzione dell’impatto ambientale e della redditività economica.

Per saperne di più, abbiamo chiesto direttamente ai responsabili dell’impresa Campo Pneumatici. Ci chiarisce infatti Gianni Campo: «Il lavoro di ricostruzione è un’attività prettamente industriale che per essere svolta al meglio necessita di estrema attenzione e precisione in ogni fase produttiva. Con questo procedimento è possibile riciclare gli pneumatici degli autocarri che sono stati progettati dal produttore per avere una seconda vita. La ricostruzione viene realizzata con materiali di altissima qualità, con know-how sperimentato e con rigidi protocolli, per ottenere uno pneumatico eccellente che potrà percorrere gli stessi chilometri di uno completamente nuovo. Inoltre, il cliente ha la garanzia di ricevere un prodotto di qualità garantito dai più severi controlli, secondo i regolamenti europei, e certificato con l’Attestato per la Gestione Sostenibile degli Pneumatici. La nostra impresa è tra le 34 imprese che in Italia hanno ottenuto questo riconoscimento, sono state selezionate anche due nostri clienti: Baglieri Trasporti srl e Gruppo Ibleo Autotrasporti srl».

Approfondisce i riflessi ecologici la dottoressa Anastasia Campo: «La nostra azienda ha tra i principali obiettivi quello di operare secondo i criteri dell’economia circolare e del rispetto per l’ambiente. Lo pneumatico ricostruito, infatti, rallenta in modo considerevole il flusso di smaltimento e, per uno ricostruito rispetto ad uno nuovo, servono dai 70 ai 100 litri in meno di petrolio. Ogni 100 pneumatici ricostruiti si risparmiano 6 tonnellate di CO2 disperse nell’atmosfera e 5 tonnellate di materie prime. Sulla base di questi dati la Campo Pneumatici ogni anno risparmia circa 150 tonnellate di CO2 e 125 tonnellate di materie prime».

Ci incuriosisce a questo punto il processo di ricostruzione: «Non tutti gli pneumatici – spiega l’ingegnere Emanuele Campo – possono essere ricostruiti; il primo passo è ispezionarli accuratamente e verificare la sicurezza della carcassa. Si procede quindi alla raspatura per asportare il residuo battistrada e ripristinare la resistenza originaria della carcassa. Solo dopo l’opera di pulizia viene accuratamente applicata la gomma sottostrato e il nuovo battistrada, una fascia prevulcanizzata e prestampata. Il controllo finale dello pneumatico ricostruito conclude il processo che è tracciato e verbalizzato ad ogni fase».

Un insolito ma efficace esempio di consumo responsabile e di economia circolare che si risolve in una riduzione sensibile dei costi e degli sprechi. Ottima strada.

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Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha lavorato dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Sicilia, prima nei servizi di agevolazione e credito alle imprese e successivamente in staff alla Direzione Marketing. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e membro del Consiglio Nazionale della FISC (Federazione Italiana Settimanali Diocesani).



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