Giubileo degli adolescenti a Roma
Difficilmente riuscirò a dimenticare l’esperienza del Giubileo degli Adolescenti. Sono partito con il mio gruppo dell’oratorio Carlo Acutis di Ragusa, carico di entusiasmo e curiosità, senza immaginare che quei giorni avrebbero lasciato un segno molto profondo nel mio cuore. Era un momento speciale per la Chiesa e per noi giovani: non solo un evento giubilare, ma anche l’occasione per rendere omaggio a Papa Francesco, appena scomparso. Questa concomitanza ha reso la nostra partecipazione ancora più intensa e significativa.
L’arrivo a Roma è stato già di per sé emozionante. La prima tappa è stata la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Qui, con passo deciso e cuore pieno di attesa, abbiamo attraversato la Porta Santa. Quel gesto semplice, ma carico di significato, ci ha fatti sentire parte di qualcosa di grande: un cammino giubilare, un invito a rinnovarci, a vivere pienamente la nostra fede.
Dopo la visita alla Basilica, ci siamo immersi nelle bellezze di Roma. Ma quello che più mi ha emozionato non è stata la bellezza dei luoghi in sé, bensì la bellezza di sentirsi Chiesa e la consapevolezza di condividere la mia esperienza con tanti altri giovani come me.
Eravamo tantissimi, provenienti da ogni angolo d’Italia, accomunati dallo stesso entusiasmo, dalla stessa voglia di vivere la fede in modo autentico. Vedere Piazza San Pietro gremita di giovani e ragazzi come me è stato un colpo d’occhio incredibile!
In un tempo in cui spesso si parla di crisi e di abbandono della fede da parte delle nuove generazioni, quel momento è stato la prova tangibile che la Chiesa è viva e giovane. Noi ragazzi abbiamo sentito che, nonostante le difficoltà, abbiamo qualcosa di importante da offrire: la nostra freschezza, la nostra gioia, la nostra voglia di costruire un futuro migliore.
La circostanza particolare della scomparsa del Papa ha aggiunto un’intensità unica a questa esperienza. Essere a Roma durante i suoi funerali, unendoci in preghiera per lui, ci ha fatti sentire veramente parte della grande famiglia della Chiesa. È stato un momento di commozione e riflessione: mentre salutavamo un grande testimone della fede, ci sentivamo chiamati a raccogliere il suo esempio e a portarlo nel nostro cammino quotidiano.
Alla fine del nostro viaggio, mi sono ritrovato a riflettere su tutto ciò che avevo vissuto. Il Giubileo degli Adolescenti non è stato solo un evento, ma un incontro trasformante. Ho capito che non siamo soli: siamo parte di una Chiesa che ci accoglie, ci ascolta, ci guida. E ho scoperto quanto sia bello stare insieme, condividere, pregare, sorridere con altri ragazzi che, come me, cercano di dare un senso più profondo alla loro vita.
Questi giorni hanno acceso una scintilla di speranza nel mio cuore. Tornando a casa, mi sono sentito più forte, più consapevole di quello che posso fare per essere un testimone di fede nella mia quotidianità. Porto con me un’immagine che mi accompagnerà per sempre: una piazza piena di ragazzi, di gioia e di futuro. Una Chiesa giovane, viva e pronta a camminare insieme verso nuove mete.
Giovanni Bellomo
