Società

Pubblicato il 27 Maggio 2025 | di Redazione

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Ogni vostro gesto è una scintilla di luce

«La carità non è soltanto un gesto di umana solidarietà, ma l’essenza viva della nostra fede».
Le parole pronunciate dal vescovo Giuseppe durante l’omelia per il Giubileo degli operatori della carità nella diocesi di Ragusa, risuonano ancora nel cuore di tutti gli intervenuti. È come se il vescovo avesse voluto dirci che quella vissuta non è stata solo la celebrazione di una ricorrenza, ma soprattutto il riconoscimento di un servizio che affonda le sue radici nell’Eucaristia, si nutre di ascolto e si traduce ogni giorno in gesti concreti d’amore verso i più fragili.

Gli operatori e le operatrici della carità si sono riuniti presso la Chiesa del Monastero Santa Teresa di Gesù per un momento di preghiera e ascolto di quattro testimonianze segno del Giubileo. Al termine del Pellegrinaggio che ha attraversato il Centro storico della città, durante il solenne pontificale presieduto dal vescovo, Monsignor La Placa ha riservato parole di riconoscimento che hanno commosso i presenti: «Cari amici operatori della carità, voi siete il volto bello di una Chiesa che non si ripiega su se stessa…» proprio a significare la testimonianza di un amore che non giudica, che non esclude, ma si dona con umiltà e dedizione, incarnando il Vangelo tra i poveri, gli emarginati e i dimenticati.

Il Giubileo, che coincide con il cinquantesimo anniversario della fondazione della nostra Caritas diocesana, ha rappresentato quindi un punto di arrivo e insieme una nuova partenza per la Chiesa locale. Cinquant’anni di servizio, animato da sacerdoti, religiosi e laici, celebrati nel segno della memoria grata e della responsabilità condivisa. Non casuale il richiamo alle figure emblematiche della carità ragusana, come la Beata Madre Maria Schininà e la Beata Madre Maria Candida dell’Eucaristia, come a voler intrecciare contemplazione e azione, preghiera e servizio, memoria e attualità. Accanto al ricordo, infatti, il vescovo ha tenuto a rimarcare il presente: i tanti volti e nomi del servizio quotidiano, dalle suore alle associazioni laicali, dai centri di ascolto agli empori solidali, dai volontari accanto agli ammalati agli operatori pastorali. «Ogni vostro gesto – anche il più semplice – è una scintilla di luce che rischiara le notti del dolore», ha detto mons. La Placa, sottolineando il valore profetico della carità. Il Giubileo è stato dunque anche un invito forte a non cedere alla stanchezza, a non lasciarsi sopraffare dalla complessità del reale, ma a lasciarsi muovere dallo Spirito verso le nuove forme di povertà: emergenze abitative, dipendenze giovanili, solitudini. Perché, come ha ricordato il vescovo, «non esistono specialisti della carità, ma comunità che scelgono di camminare con i poveri».

Anche Domenico Leggio, direttore della Caritas, ha sottolineato questo momento come occasione di gioia e «opportunità preziosa per riflettere sul significato profondo della Carità cristiana, quella che non si limita a un sentimento passeggero, ma che si traduce in gesti concreti di solidarietà, di accoglienza, di attenzione verso chi è nel bisogno. È un invito pressante a varcare le soglie delle nostre comodità, ad uscire dai nostri schemi per incontrare il volto di Cristo nei fratelli e nelle sorelle che portano il peso della sofferenza e della marginalità».

In un tempo segnato da sfide economiche, culturali e spirituali, il Giubileo degli operatori della carità ha restituito alla comunità diocesana una visione pastorale e insieme concreta del servizio: non semplice attivismo, ma testimonianza umile e perseverante di un amore che precede e sostiene. In chiusura, le parole del vescovo sono state mandato e benedizione: «Non temete la fatica dell’amore. Ogni gesto di carità è una preghiera che sale a Dio, un seme di eternità piantato nel cuore del tempo».

Vincenzo La Monica

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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