Giubileo delle Corali di Sicilia
Un mare di voci, di colori e di emozioni ha riempito il Santuario che, nel cuore di Siracusa, ha ospitato il Giubileo delle Corali e dei Cori Parrocchiali delle Chiese di Sicilia.
L’iniziativa, promossa dalla Conferenza Episcopale Siciliana, ha riunito centinaia di coristi provenienti dalle diocesi dell’Isola per una giornata di preghiera, musica e comunione fraterna.
Il momento centrale è stata la celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Giuseppe La Placa, Vescovo di Ragusa e delegato CESi per la Liturgia, che nell’omelia ha offerto una profonda riflessione sul valore spirituale del canto liturgico.
«Oggi, in questo Giubileo delle corali, questo santuario diventa un luogo di purificazione – ha detto il Vescovo –: le nostre voci, unite nel desiderio di lodare Dio, chiedono di essere immerse nella sua grazia. Che il Signore purifichi le nostre intenzioni, perché il nostro canto diventi espressione autentica della nostra fede, riflesso della nostra comunione e segno luminoso del cammino verso la santità».
Il Giubileo è un riconoscimento al servizio discreto e prezioso che le corali parrocchiali offrono ogni domenica nelle celebrazioni liturgiche, ma anche un’occasione di formazione e rinnovamento spirituale.
Durante la giornata si sono alternati momenti di preghiera, testimonianze e incontri di approfondimento sul tema del ministero musicale nella Chiesa, con l’obiettivo di riscoprire la dimensione comunitaria del canto come strumento di evangelizzazione.
Le corali, dirette da maestri e animatori provenienti da tutte le diocesi siciliane, hanno unito le loro voci in un grande concerto corale conclusivo, che ha rappresentato il simbolo tangibile di un cammino condiviso.
Armonie di voci, di cuori e di anime hanno riempito il santuario, trasformandolo in un’unica grande “chiesa che canta”, segno concreto dell’unità e della vitalità della comunità ecclesiale siciliana.
«Cantare insieme – ha ricordato mons. La Placa – significa costruire comunione. Quando il canto nasce dalla fede, diventa eco del Cielo sulla terra».
Con queste parole, il presule ha affidato ai coristi un mandato preciso: continuare a servire la liturgia con dedizione e autenticità, facendo del canto non solo un linguaggio artistico, ma un vero atto di fede.
Maria Concetta Causapruno
