Vita Cristiana

Pubblicato il 4 Novembre 2025 | di Redazione

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Cristiani non si nasce… catechisti si diventa!

“Cristiani non si nasce, si diventa”: parafrasando Tertulliano, questa espressione risuona oggi più attuale che mai. È un richiamo forte e necessario per la trasmissione della fede, che interpella la Chiesa del nostro tempo e rinnova l’urgenza di “ripensare l’Iniziazione Cristiana”.

 

Il Giubileo dei Catechisti, celebrato il 26 settembre, e il successivo Seminario di Studio del 27, hanno sottolineato con forza come la formazione del catechista sia anzitutto un’esperienza spirituale. Essa deve maturare attraverso un continuo discernimento dei tempi in cui viviamo, per saper offrire risposte vere alle domande, spesso inespresse, di un mondo distratto e frammentato.

Il Giubileo è stato per ogni catechista un’occasione per rinnovare la propria vocazione, accogliendola come dono e missione: una chiamata fondata su Cristo morto e risorto, nutrita dal desiderio di comunione, apertura missionaria, accoglienza e compassione.

Essere catechisti significa vivere l’umiltà del servizio e la coerenza di vita, nella fedeltà a Dio e al prossimo.

 

Il pellegrinaggio con il Vescovo Giuseppe ha rappresentato un segno concreto di unità e di cammino condiviso. Ritrovarsi in Cattedrale, piccoli e grandi insieme, è stato un momento forte di comunione e di Chiesa: ha ravvivato il senso di appartenenza e ricordato che nessuno cammina da solo, neppure il catechista, che spesso vive la fatica e la solitudine del suo servizio.

Il Vescovo, con paterna attenzione, ha invitato i catechisti a ritrovare entusiasmo e fiducia, a riscoprire la bellezza della propria vocazione, a non scoraggiarsi davanti all’aridità o all’indifferenza, ma a farsi “artigiani” dell’opera di Dio. Non si tratta di portare avanti un lavoro umano, ma di collaborare all’opera del Signore, agendo non per un tornaconto personale, ma per la gioia del Vangelo.

A noi, servi inutili, spetta soltanto la gioia di essere strumenti: l’efficacia appartiene a Dio. Il catechista è chiamato a gettare il seme della Parola; sarà il Signore a farlo crescere. Il Vangelo non elimina la fatica, ma la illumina.

 

Durante il Seminario di Studio, don Francesco Vanotti ha illustrato il progetto – ancora in fase di elaborazione – dei nuovi Orientamenti per l’Iniziazione alla vita cristiana, preparati dall’Ufficio Catechistico Diocesano sulla scia della Lettera Pastorale Camminando s’apre il cammino.

Il relatore ha ribadito come la testimonianza di vita sia condizione indispensabile per un annuncio evangelico credibile: il Kèrigma, cuore della fede, non è un insieme di nozioni, ma una vita vissuta.

 

Parlare di iniziazione alla vita cristiana non significa riferirsi soltanto alla catechesi dei bambini, ma a un cammino che coinvolge tutta la comunità, famiglie e adulti compresi. La generazione e la cura della fede non sono solo questioni metodologiche o pastorali, ma appartengono all’essenza stessa della Chiesa.

“Ripensare la catechesi” non vuol dire semplicemente cambiare metodi, ma iniziare alla vita cristiana, cioè introdurre alla celebrazione, alla Parola di Dio, alla carità e a una vita nuova nello Spirito.

 

Dai nuovi Orientamenti emergono alcune linee guida fondamentali:

  • promuovere un vero cambiamento di mentalità, per una catechesi dal volto kerygmatico e missionario, che interpelli ragazzi, famiglie e comunità;
  • costituire équipe parrocchiali di catechisti che comprendano anche genitori, capaci di progettare insieme percorsi adatti al contesto locale;
  • riscoprire la famiglia come Chiesa domestica, primo luogo in cui si educa alla fede;
  • far sì che le Comunità parrocchiali e diocesane diventino ambienti dove la fede si vive in modo esperienziale e mistagogico, con un cammino a tappe, non scandito solo dai sacramenti, ma da una crescita continua nella fede.

 

Nel laboratorio conclusivo è emersa la consapevolezza del bisogno di un nuovo progetto catechistico e del sostegno concreto dei parroci e delle comunità. Ai catechisti si chiedono formazione, collaborazione e passione evangelica; alla Pastorale Familiare il compito di accompagnare le famiglie nel loro coinvolgimento attivo.

 

Al catechista, artigiano di comunità, spetta il compito prezioso di intrecciare relazioni tra la comunità e la famiglia. La fede, infatti, si trasmette solo attraverso legami vivi: senza relazione, non c’è vera evangelizzazione.

Valeria Di Matteo

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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