Criscione Lupis, Boscarino, Moltisanti: tre nomi, una sola vocazione al servizio dei bisognosi
Francesco Arangio, componente il Consiglio di amministrazione designato dall’Ordinario Diocesano di Ragusa, ci illustra la presenza e l’attività di una benemerita opera: quella che comunemente viene individuata a Ragusa come il Ritiro dei Poveri Eugenio Criscione Lupis, la cui denominazione giuridica esatta è Azienda Socio-Sanitaria di Assistenza alla Persona OO.PP. Riunite E. Criscione Lupis, C. Boscarino, C. Moltisanti.
Francesco Arangio, una denominazione così importante che riassume un tratto di storia ragusana in merito all’assistenza ai poveri ed alle persone in difficoltà:
La storia dell’Ente comincia a prendere forma nel 1926 quando il benemerito Eugenio Criscione Lupis dispone nel suo testamento il generoso lascito che destinò tutti i suoi beni alla creazione di una Casa di Ospitalità per i poveri, concepita come un luogo decoroso e nel quale prendersi cura delle persone bisognose. Dopo la sua scomparsa, nel 1928, fu avviata la costruzione della struttura, destinata ad accogliere poveri e anziani, e venne formalmente istituita l’Opera Pia “Ritiro dei Poveri Eugenio Criscione Lupis”. Un ulteriore atto di generosità fu compiuto dalla signorina Giovannina Boscarino, figlia di Carmelo, che nel 1946 donò i terreni denominati Beddio e Petrulli alla suddetta Opera Pia, con lo scopo di istituire un asilo per bambini infermi di età compresa tra i 4 e i 12 anni. L’attuale denominazione è più recente, grazie ad un decreto del Presidente della Regione Siciliana nell’ottobre del 1994 con il quale si aggiunse anche l’Opera Pia denominata Carmelo Moltisanti, creata con analoghi scopi nel 1933. È quindi esatto dire che la storia della città si intreccia con i desideri di solidarietà ed assistenza dei suddetti benefattori, i quali tutti vollero individuare la missione e le attività degli Enti da loro fondati nell’assistenza agli anziani, alle persone con disabilità, alle famiglie bisognose ed ai minori in difficoltà.
Con quali modalità continua oggi questa attività di assistenza:
Oggi l’obiettivo primario dell’Ente è l’organizzazione e la gestione di servizi assistenziali, sociosanitari ed educativi, nel rispetto dell’attuale normativa in materia di sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali. Infatti, l’Ente eroga dette prestazioni in convenzione, impegnandosi a rispettare gli standard organizzativi previsti dalla normativa vigente ed avvalendosi di figure professionali qualificate quali il medico geriatra, gli assistenti sociali, i fisioterapisti, gli infermieri e gli animatori, oltre ovviamente il personale ausiliario OSA operante nei reparti maschili e femminili, quello di cucina e gli impiegati amministrativi.
L’Ente è retto da un Consiglio di amministrazione, composto da cinque membri, designati da altrettante Istituzioni: Presidente è il dott. Giulio Maltese, nominato dall’Assessore regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali; il dott Filippo Spadola, designato dal Sindaco di Ragusa; il dott. Salvatore Guastella in rappresentanza dell’AUSL n. 7 di Ragusa mentre chi vi parla è stato designato dal Vescovo di Ragusa. Per Statuto, inoltre, il Prefetto di Ragusa sceglie un componente tra i coniugi o i discendenti del fondatore Eugenio Criscione Lupis ma attualmente la carica e vacante poiché l’unico discendente del fondatore ancora in vita risiede fuori dalla Sicilia e non ha accettato di ricoprire l’incarico.
Il Consiglio d’amministrazione sin dall’inizio del mandato si è speso alacremente per il benessere, la dignità e la qualificazione degli ospiti dell’Opera Pia. Attraverso l’intercettazione di fondi comunitari, regionali e nazionali, è stato intrapreso un progetto di riqualificazione strutturale dell’edificio al fine di rendere le stanze più accoglienti, luminose e all’avanguardia anche sotto il profilo tecnologico. La struttura è circondata da un parco che diverrà un orto sociale dove gli ospiti, insieme a volontari ed educatori, faranno laboratori, potranno socializzare e dedicarsi alla ginnastica motoria. La chiesa, presente all’interno dell’edificio, è stata sempre retta da un Cappellano che cura la spiritualità degli ospiti. Il progetto di riqualificazione avrà anche lo scopo di aprire l’Opera Pia al quartiere e predisporre spazi esterni ed interni di socialità. Si tramanda così lo spirito di queste opere, ben riassunto nel motto inciso sullo scudo sopra il portale dell’ASSAP, il quale riporta una citazione di Salomone: “qui dat pauperi non inidigebit” ossia “per chi dona al povero non c’è indigenza”. Mi sento infine di sottolineare l’impegno del Consiglio nel valorizzare il patrimonio immobiliare dell’Opera Pia, cercando di attuare politiche di riqualificazione, locazioni e vendite al fine unico di reinvestire le somme e rendere sempre più confortevole e dignitoso il soggiorno degli ospiti.
In merito alla linea amministrativa del Consiglio di amministrazione il Presidente dott. Maltese tiene ad aggiungere: «Dice benissimo il dott. Francesco Arangio, designato dal Vescovo, sin dall’inizio del nostro insediamento sempre presente e attento alle esigenze dei più bisognosi. Il nostro compito è quello di cercare di attuare la volontà del testatore Eugenio Criscione Lupis e degli altri benefattori, in linea con il primo Consiglio di amministrazione presieduto dal prof. Giuseppe Navanteri, cognato di Eugenio Criscione Lupis. Questo Consiglio si è sempre distinto per aver agito senza indugi, al fine di creare delle condizioni migliori di vita per tutte le persone assistite. L’incarico espletato da tutto il Consiglio, a titolo gratuito, spesso comporta anche l’assunzione di responsabilità notevoli. Il nostro obiettivo è quello di difendere sempre, nei fatti e con il nostro impegno congiunto, gli assistiti che sono parte delle persone più bisognose della popolazione».
