Sessant’anni di fede e comunità
L’8 dicembre 1965 è la data dell’erezione canonica della parrocchia S. Pier Giuliano Eymard in Ragusa e l’8 dicembre 2025, la comunità parrocchiale, insieme al parroco padre Giovanni Filesi, si è ritrovata per celebrare e festeggiare insieme questo evento e per ringraziare il Signore per i grandi doni elargiti in questi anni. E’ stata anche l’occasione per ricordare con immutato affetto e gratitudine i parroci, in particolare quelli che ora sono nella gloria di Dio, che si sono succeduti negli anni e che hanno guidato con amore e dedizione la comunità.
Il 60° anniversario costituisce un traguardo importante e speciale ed allo stesso tempo sollecita a ripercorrere le varie tappe fin qui segnate e a riflettere sul cammino di fede compiuto.
Il territorio nel quale fu eretta la parrocchia, intitolata al santo francese S. Pier Giuliano Eymard, era allora una zona residenziale in piena espansione. Essa per 2 anni venne annessa alla Parrocchia dei Cappuccini e vicario economo fu padre Pacifico.
Il luogo che si trovò, poi, per la prima sede fu un garage, preso in affitto, oggi sede di un’officina meccanica, in Via Lombardo Radice. Contestualmente Padre Giuseppe Leggio fu nominato primo parroco.
Furono anni intensi, bisognava pensare anzitutto alla costruzione della chiesa. Si individuò il terreno oltre la strada ferrata. Tutti i parrocchiani si diedero da fare per trovare i fondi necessari per l’acquisto e contribuirono per fornire le risorse economiche; impegno fattivo e generoso che continuò nelle varie fasi successive: la costruzione dell’ampio salone, dove si celebrava la messa, di locali per le attività pastorali e della canonica e la costruzione dell’ampia scalinata per accedere da Via Alfieri.
In quegli anni si posero le basi per la costruzione della chiesa edificio: la posa della prima pietra avvenne il 18 giugno del 1985, rito celebrato dal vescovo mons. Angelo Rizzo.
Toccò a Padre Vincenzo La Porta, nominato parroco il 1° ottobre 1986, portare a compimento la costruzione della chiesa, realizzata con finanziamenti della Regione Siciliana.
Fu un iter piuttosto travagliato, che vide il parroco e i suoi collaboratori avanzare non pochi solleciti e rimostranze all’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione per i continui ritardi. Completata la costruzione, passarono ben 3 anni per il collaudo e il rilascio del certificato di agibilità necessari per la consegna ufficiale. Solo dal dicembre del 1996 la comunità poté riunirsi per le celebrazioni liturgiche nella nuova chiesa, benedetta l’8 dicembre di quell’anno dal vescovo Rizzo.
Fin dalla fondazione accanto alla costruzione della chiesa di pietra si lavorò alacremente anche alla costruzione della chiesa di “pietre vive”. Progressivamente si formarono diversi gruppi. Il gruppo catechistico per l’iniziazione cristiana dei bambini; il gruppo del Rinnovamento nello Spirito e l’Azione Cattolica presente fin dall’inizio in tutte le sue fasce di età: ACR, giovani e adulti. Il gruppo delle coppie, oltre alla catechesi parrocchiale, organizzava incontri anche con gruppi delle parrocchie vicine; il gruppo dei giovanissimi e dei giovani di AC era formato complessivamente da più di 50 persone, tutte fortemente motivate. Negli anni ’80 i giovani formarono anche un gruppo teatrale che, per mancanza di locali parrocchiali, si esibiva nel saloncino della parrocchia Sacra Famiglia. Dopo il trasferimento dal saloncino alla chiesa, la corale vi tenne parecchi concerti.
La parrocchia cresceva sempre più come famiglia. L’organizzazione delle varie feste liturgiche, come Natale, Pasqua, Corpus Domini, Mese di maggio, vedeva impegnati tutti: ragazzi, giovani e adulti. Più volte è stato allestito il presepe vivente.
Certo negli ultimi anni i numeri sono cambiati; le cause sono molteplici, anzitutto la generale crisi dovuta alla progressiva scristianizzazione della società, ma anche ad un graduale cambiamento dell’assetto sociale di questo territorio: molte famiglie si sono trasferite in altre zone della città e l’età media dei suoi abitanti è aumentata sempre più.
Non sono però venute meno le iniziative di catechesi per adulti e per coppie e il gruppo liturgico ha animato le varie celebrazioni. Da ricordare poi un gruppetto di giovani di AC che per oltre un decennio oltre a curare con impegno e serietà la propria formazione cristiana, ha seguito con senso di responsabilità la preparazione dei ragazzi ai sacramenti. Come poter dimenticare i campi-scuola per ragazzi da loro organizzati a San Luca, che vedevano anche il coinvolgimento dei genitori?
In questi anni il Signore ha fatto un altro grande dono alla nostra comunità, la chiamata al ministero sacerdotale di Giuseppe Cascone che qui è cresciuto e qui ha maturato la sua vocazione.
Nell’ultimo decennio si sono succeduti nella guida della comunità parrocchiale Padre Giuseppe Russelli, parroco dal 9 novembre 2014 al 15 novembre 2016. Durante il suo ministero ha avuto luogo la dedicazione della chiesa e dell’altare, il 7 febbraio del 2015.
Dal 16 novembre 2016 a ottobre 2021 è stato parroco Padre Corrado Garozzo, e poi fino ad agosto scorso Padre Joseph Muamba Bulobo.
Fin qui la storia, di cui la comunità parrocchiale fa memoria per guardare il presente e progettare il futuro sotto la guida di Padre Giovanni Filesi, nominato parroco a settembre 2025; la parrocchia è realtà viva, dinamica e in continuo divenire, quindi, tutta la comunità parrocchiale, in coerenza con il cammino sinodale vuole vivere responsabilmente questo tempo per continuare a svolgere il suo compito missionario, tra la gente e con la gente del territorio.
In Evangelii Gaudium papa Francesco, citando l’esortazione apostolica Christifideles laici, ci ricorda che la parrocchia è “la Chiesa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie”; questo presuppone che essa deve essere profondamente radicata nel suo territorio, essere vicina a chi lo abita, accoglierne richieste e bisogni e capace di affrontare le sfide dell’oggi. Come papa Leone ha detto nel giugno scorso nell’udienza ai vescovi della CEI “si tratta di discernere i modi in cui far giungere a tutti la Buona Notizia” anche “con strumenti idonei al rinnovamento della catechesi e dei linguaggi dell’annuncio”.
Nella Distefano e Saro Schininà
