Giornata di preghiera e digiuno per la pace venerdì 13 marzo 2026
La Diocesi di Ragusa si unisce con convinzione alla Giornata di preghiera e digiuno per la pace, indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana per venerdì 13 marzo 2026, in risposta alla drammatica escalation di violenza in Medio Oriente e al rischio concreto di un allargamento del conflitto.
Nella sua lettera ai presbiteri, il Vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, richiama la gravità del momento storico e l’urgenza di un impegno corale: «Stiamo assistendo a una escalation della violenza che porta con sé rischi molto seri dell’allargamento della guerra oltre i confini del Medio Oriente. Il 13 marzo possa essere un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte».
L’appello si inserisce nel solco delle parole di Papa Leone, che nei giorni scorsi ha chiesto di «fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile», e dell’invito del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della CEI, che ha ribadito che «la guerra non è e non può mai essere la risposta».
La CEI ha predisposto un sussidio liturgico che tutte le diocesi italiane sono invitate a utilizzare, affinché la preghiera salga a Dio in un’unica voce.
Nello specifico le indicazioni riguardano:
- Celebrazione Eucaristica
Si utilizzi il formulario della Messa “in tempo di guerra o di disordini” (Messale Romano, p. 896). La preghiera dei fedeli sarà dedicata in modo particolare: alla pace in Medio Oriente; ai responsabili delle nazioni; alle vittime dei conflitti; alle comunità cristiane chiamate a essere segno di speranza e riconciliazione.
- Via Crucis
Il pio esercizio sia vissuto con una intenzione speciale per il Medio Oriente, ricordando le popolazioni colpite da violenze, bombardamenti, sfollamenti e lutti.
- Digiuno
Il digiuno è proposto come gesto di: solidarietà con chi soffre la fame e la guerra; conversione personale; invocazione del dono della pace. La CEI ricorda che esso è «un segno concreto di comunione con chi soffre» e un modo per rendere le comunità più sensibili alle esigenze della pace.
Mons. La Placa invita religiose, religiosi, laici e laiche a unirsi in una preghiera corale, perché solo Cristo può donare una pace “disarmata e disarmante”. Il Vescovo affida alle parrocchie il compito di animare la giornata con sobrietà, intensità spirituale e spirito di comunione con tutta la Chiesa italiana.
La Diocesi di Ragusa, in sintonia con Papa Leone e con la CEI, rinnova il suo impegno a essere artigiana di pace, certa che la preghiera e il digiuno possano aprire vie nuove anche dove tutto sembra chiuso.
