Vita Cristiana

Pubblicato il 4 Giugno 2026 | di Redazione

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Chiamati per nome

«Verrò all’altare di Dio» sono le parole del Salmo 42 che hanno ispirato l’organizzazione e la proposta formativa della Giornata Diocesana dei Ministranti, svoltasi il 3 maggio scorso nel giardino e nei locali del Seminario diocesano.

Bambini e ragazzi dagli otto anni in su, accompagnati dai responsabili parrocchiali, sono stati coinvolti in giochi, attività, momenti di preghiera e riflessione che li hanno condotti idealmente a ripercorrere, secondo le età di ciascuno, le tappe che fanno giungere all’Altare del Signore: il sentirci amati e chiamati per nome da Dio; la nostra risposta a questa chiamata d’amore; il dono della vita che riceviamo da Gesù, soprattutto nell’Eucaristia; la scelta di vivere il servizio nella quotidianità.

«Durante la giornata, mi sono divertito davvero tantissimo! – scrive Filippo, ministrante di 9 anni – Abbiamo fatto un sacco di giochi, ma il mio preferito è stato il primo: una bellissima caccia al tesoro. Nel pomeriggio è venuto il Vescovo. Noi avevamo preparato delle domande per lui e lo abbiamo ascoltato con tantissima attenzione. Mi ha colpito molto la sua testimonianza e il racconto della sua vita: ci ha spiegato che anche lui, da piccolo, era un ministrante proprio come noi e poi ha continuato il suo percorso in seminario fino a diventare sacerdote e poi vescovo. Grazie a questi momenti ho capito ancora di più quanto sia importante il nostro servizio. Essere ministrante non significa semplicemente indossare una tunichetta per stare sull’Altare, ma è un’esperienza che ci aiuta a crescere insieme, a fare squadra e, come ci ha detto il Vescovo, a diventare custodi della liturgia, per portare la luce di Gesù anche fuori dalla chiesa, nella vita di tutti i giorni e con i nostri amici».

Anche Ludovica, 10 anni, racconta di una giornata riflessiva, perché, dice, «ho capito quanto sia importante servire all’Altare di Dio, Persona così importante che mi rende orgogliosa del servizio che faccio».

Per Biagio, 10 anni, è stata una giornata bella ed emozionante, soprattutto perché – dice – «ho potuto conoscere altri ragazzi e divertirmi e ascoltare il Vescovo che ci ha raccontato la sua esperienza anche in modo divertente».

I ministranti più grandi, di età compresa tra i tredici e i diciotto anni, hanno svolto attività diverse, proporzionate alla loro fascia d’età, ma sempre con gli stessi obiettivi dei più piccoli.

Marco, 15 anni, ci racconta: «È stata una giornata intensa e piena di tante attività, che ci ha donato tanto. Oltre a condividere giochi che ci hanno permesso di conoscere ministranti di altre parrocchie, abbiamo fatto, con l’aiuto dei responsabili, delle attività che ci hanno fatto comprendere l’importanza del nostro servizio nella comunità e abbiamo anche approfondito momenti importanti della Messa. Molto bello è stato anche il momento dell’incontro con il Vescovo, che è venuto a incontrarci in seminario prima della Messa e si è prestato in maniera cortese alle nostre domande. Il momento più bello è stato sicuramente quando abbiamo indossato le nostre tuniche e in processione ci siamo recati nella vicina chiesa dell’Ecce Homo per la Celebrazione: è stato emozionante, perché in quel momento eravamo grandi e piccoli, ragazze e ragazzi, accomunati da un grande spirito di fede e comunione. Bellissima la frase del Vescovo durante l’omelia, quando ci ha detto che siamo dei privilegiati a stare sull’altare».

I ministranti dai 18 anni in su, tra cui diversi responsabili parrocchiali, hanno invece vissuto un percorso di condivisione e riflessione improntato su quanto Papa Leone ha consegnato in un suo discorso ai ministranti della Francia nell’estate del 2025. «Una giornata veramente carica – riferisce Antonio, 19 anni – che ci ha permesso di fermarci e riflettere tra di noi e nel nostro cuore sul servizio che facciamo all’Altare per il Signore; noi più grandi, seguiti da don Mario, lo abbiamo fatto attenzionando il discorso del Santo Padre, che così esortava i ministranti: “Tenete sempre presenti la grandezza e la santità di ciò che si celebra”. Significativo è anche stato l’incontro col nostro Vescovo che ci ha dato la sua testimonianza. Una menzione, secondo me, merita anche il pranzo, in quanto momento di incontro gioioso tra noi ministranti».

Il percorso della giornata, come già raccontato dai ragazzi, li ha condotti davvero attorno all’Altare del Signore, meta e punto di partenza di ogni nostro cammino.

Da quell’Altare, siamo consapevoli, si riparte cambiati. L’essere ministranti resta impresso per sempre nella vita di chi fa questa esperienza. Tanti giovani e adulti che oggi vivono la loro vocazione nella Chiesa come sacerdoti o consacrati, padri e madri di famiglia, sanno che quel servizio è stato fondamentale in vista delle personali scelte di vita, da quelle più semplici a quelle più importanti e definitive. L’essere ministrante, infatti, accresce la certezza che l’amicizia con il Signore è quel dono essenziale capace di cambiarci la vita e che fa di noi uomini e donne davvero realizzati.

È ancora questo il senso del cammino che insieme vogliamo continuare a percorrere come ministranti della Chiesa di Ragusa, con l’impegno di valorizzare sempre più cammini condivisi di crescita spirituale e formazione alla liturgia.

Mattia Mazza e Andrea Occhipinti

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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