Vita Cristiana

Pubblicato il 25 Maggio 2013 | di Andrea G.G. Parasiliti

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Da Chiaramonte al Camerun, parte I

Non ricordo la prima volta che vidi Suor Redenta. Forse perché ero così piccolo che mi teneva in braccio. Assieme all’ormai defunto padre Carmelo Iuculano, importante sacerdote dell’ordine degli Oblati di Maria Immacolata a Maddaloni, è una delle sorelle di mia nonna. Una sorta di strana pro-zia che non ho mai sentito tale perché l’avrò vista un cinque o sei volte in vita mia. Insomma il giusto distacco per poterne parlare con serenità.

Una volta ogni tre anni torna dal Camerun e viene a salutare mia nonna a Chiaramonte Gulfi. Si ferma nella nostra provincia per circa due settimane durante le quali viene invitata a portare testimonianze di fede e di vita missionaria. Così quando ero piccolo mi veniva a prendere alle elementari e mi usava come compagnia durante le messe pomeridiane che grazie a lei, diventavano, per me, interminabili. Dopo di che, prima di ritornare a Roma per gli ultimi convenevoli necessari al fine di lasciarla partire nuovamente per l’Africa, si ritira in preghiera a Tortorici, un piccolo comune sui monti Nebrodi, paesino del quale siamo originari.

Nel luglio scorso, un po’ più  stanca del solito ma sempre combattiva, è stata mandata a Roma a fare dei controlli routinari, sempre più cavillosi a causa dell’avanzamento dell’età, e prima di ripartire è venuta a salutare la nonna e i nipoti. In uno di quei pomeriggi, all’ombra di un carrubo, mi è sembrato doveroso chiederle della sua vita, della missione, dell’Africa.

Mi raccontava che fino a sedici anni non aveva mai visto una suora e che la maestra delle elementari ha segnato il suo cammino: infatti in terza elementare ha iniziato a sentire il desiderio di fare la monaca… «Ma no

suor Redenta

n sapevo dove andare – continua a raccontarmi – finché la mia maestra mi disse che aveva una sorella suora, della Santa Famiglia di Bordeaux… Che hanno come protettori Gesù, Maria e Giuseppe. A sedici anni dunque, nell’estate del 1952, questa sorella che stava a Roma mi venne a prendere. Si chiamava suor Concetta Canfora».

Mi raccontò degli anni di studio a Roma, dagli anni di aspirantato alla consacrazione perpetua i

n Francia a Bordeaux, dove Pierre-Bienvenu Noailles aveva fondato l’ordine il 28 maggio del 1820.

Interessante sarebbe pure la storia del fondatore… Una sorta di massone-mangiapreti che riceve per la prima volta la comunione a vent’anni, nel 1810 a seguito della morte del padre.

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Autore

Andrea G.G. Parasiliti

(Ragusa, 1988). Laureato in Filologia Moderna all'Università Cattolica di Milano è dottorando di ricerca all’Università degli Studi di Catania. Collaboratore del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca della Cattolica di Milano (CRELEB) è autore di "Dalla parte del lettore: Diceria dell'untore fra esegesi e ebook", Baglieri 2012; "La Totalità della Parola: origini e prospettive culturali del libro digitale", Baglieri 2014; Ha tradotto per il CRELEB le "Nuove Osservazioni sulle Attività Scrittorie del Vicino Oriente Antico" di Scott B. Noegel (Milano, 2014). Ha pubblicato un racconto dal titolo "Odisseo", all'interno della silloge su letteratura e disabilità "La mia storia ti appartiene" Edizioni progetto cultura (Roma 2014). Giornalista pubblicista, collabora con Torquemada (Milano), Emergenze (Perugia), Operaincerta (Modica), e con "Insieme" dal gennaio del 2010.



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