Politica

Pubblicato il 29 Ottobre 2013 | di Mario Cascone

La politica è una cosa seria e occorrono persone serie

In queste ultime settimane abbiamo assistito ad un vero e proprio teatrino della politica nazionale, che ha dato il meglio di sé in termini di atteggiamenti ridicoli e prese di posizione radicali, condite da voltafaccia improvvisi, culti della personalità del “capo”, divisioni interne in diversi partiti, irrisione delle istituzioni, linguaggi sprezzanti, equilibrismi legalistici, tatticismi miranti alla sola conservazione del potere. E tutto questo avviene mentre il Paese continua a versare in una grave crisi economica, che da tempo investe anche l’Europa e l’America, non consentendo a nessuno di infischiarsene di quanti non sanno come sbarcare il lunario o come arrivare alla fine del mese.

…la politica è la cosa più importante, dopo l’unione con Dio. Essa è “la carità in grande”, capace di leggere i bisogni essenziali della gente per tutelarli come diritti e promuoverli secondo criteri di giustizia.

Il grado di vivibilità di un Paese si misura a partire dai più poveri, e non dai più ricchi. E noi oggi viviamo in un Paese che conosce un livello altissimo di disoccupazione giovanile, di precariato generalizzato nel lavoro, di continue chiusure di aziende e di imprese.Viviamo anche in un Paese che ha una soffocante pressione fiscale, imposta non sempre con equità sociale, secondo il principio della giustizia distributiva, che dovrebbe per l’appunto distribuire il peso fiscale sulla base del reddito e del patrimonio di ognuno. La politica è una cosa seria, perché riguarda il bene comune, la vita concreta della gente, il bisogno concreto di condurre un’esistenza tranquilla; riguarda anche la costruzione della giustizia sociale, lo sviluppo del popolo in termini di lavoro, istruzione, onesto svago, difesa della famiglia. Giorgio La Pira diceva che la politica è la cosa più importante, dopo l’unione con Dio. Essa è “la carità in grande”, capace di leggere i bisogni essenziali della gente per tutelarli come diritti e promuoverli secondo criteri di giustizia. La politica è chiamata a favorire la costruzione di case dove le famiglie possano abitare, ospedali dove le persone possano essere curate, scuole dove i giovani vengono formati, tribunali dove i cittadini vengano giudicati con giustizia. Perché possa raggiungere questi obiettivi la politica ha bisogno di personale competente, serio, onesto, capace di mirare all’interesse comune più che al proprio. Da tempo invece vediamo uno scenario avvilente, nel quale personaggi di dubbia preparazione e moralità scorrazzano da un partito all’altro ovvero pensano solo ad appagare i propri “clienti”, in barba al servizio al bene comune. La politica è una cosa seria, che deve essere sostenuta da persone serie. E noi abbiamo il dovere di formare queste persone. La Chiesa non può disinteressarsi di quanto accade nella società. I cristiani non possono starsene rinchiusi dentro il tempio, ma devono costruire la città dell’uomo, facendo leva sui valori evangelici universali. In quanto agenzia educativa, la Chiesa deve formare i laici cristiani nella conoscenza della sua dottrina sociale, che trova i suoi capisaldi della dignità della persona, nei principi di sussidiarietà e solidarietà, nella promozione del bene comune, nella difesa della famiglia, nell’esaltazione di un lavoro che punti alla realizzazione della persona e di un’economia che trovi nell’uomo, e non nel mero profitto, il suo metro e il suo fine. Sapremo fare la nostra parte? La comunità cristiana sarà in grado di fronteggiare questa sfida? Speriamo ovviamente di sì! Se ognuno farà la propria parte e se riusciremo a dialogare anche con quanti non la pensano come noi potremo ritrovare un clima costruttivo, sostenuto da un ceto politico che sia all’altezza della situazione.

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Autore

Mario Cascone

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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