Cultura

Pubblicato il 19 Dicembre 2013 | di Andrea G.G. Parasiliti

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Cosa si nasconde dentro al Natale

«No. Il legame con gli altri si stringe soltanto come responsabilità, che questa peraltro sia accettata o rifiutata, che si sappia o no come assumerla, che si possa o no fare qualcosa di concreto per gli altri. Dire: Eccomi». Sveliamone l’autore: Emmanuel Levinas, filosofo ebreo francese, che vive quasi tutto il novecento, lituano di nascita, commentatore del Talmud… Questa frase è una risposta contenuta in Etica e infinito. Dialoghi con Philippe Nemo, volume pubblicato per la prima volta in Italia nel 1984 dall’editore Città Nuova. Credo che non ci sia bisogno di un commento a queste parole che si spiegano da sole. Mi piacerebbe però mettere in evidenza due punti: Da un lato, la «natura del legame con gli altri»; Dall’altro il dire: «Eccomi…». Scrivevo dell’Esodo qualche tempo fa, dei quarant’anni di deserto del popolo di Israele, di sofferenze per raggiungere la Terra Promessa. Oggi sembra che tocchi a noi come Paese incamminarci insieme… Sembra che la Storia ci stia richiamando a un ritorno alla responsabilità, alla coesione e a una parola sentita parecchie volte negli ultimi giorni: il sacrificio. Per il cristiano la responsabilità nei confronti dell’altro è una prescrizione vetero-testamentaria: «Domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello» (Genesi, 9,5). Infatti è proprio la responsabilità ciò che manca nella risposta di Caino a Dio: «Sono forse io il guardiano di mio fratello?». Ecco dunque cosa significa dire «Eccomi». Esserci per l’altro, sempre. Che si sappia o no in concreto come fare per aiutarlo. Aprirgli la porta, restare nudi di fronte al nudo volto dell’altro, un altro che, come direbbe Levinas, proprio col volto si presenta a noi in tutta la sua vulnerabilità e che quindi noi non possiamo non accogliere. E cosa c’è di più vulnerabile di un Dio che si fa uomo, che abbandona volontariamente i connotati della Sua deità, che si presenta a noi col volto del bambino? In effetti col Natale sembra che sia stato proprio Dio a dirci: Eccomi! Un Natale che viene come ogni anno a ricaricarci di speranza anche quando sembra tutto perduto…

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Autore

Andrea G.G. Parasiliti

(Ragusa, 1988). Post-doctoral Fellow della University of Toronto si è laureato in Filologia Moderna all’Università Cattolica di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università degli Studi di Catania. Collaboratore del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca della Cattolica di Milano (CRELEB) e, nel 2018, del PRISMES (Langues, Textes, Arts et Cultures du Monde anglophone) dell’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3, si occupa di Libri d’artista e Letteratura Futurista, Disability Studies e Food Studies. Fra le sue pubblicazioni: Dalla parte del lettore: Diceria dell’untore fra esegesi e ebook, Baglieri (Vittoria, 2012); La totalità della parola. Origini e prospettive culturali dell’editoria digitale, Baglieri (Vittoria, 2014); Io siamo già in troppi, libro d’artista di poesie plastiche plastificate galleggianti per il Global Warming, KreativaMente (Ragusa, 2020); Ultima notte in Derbylius, Babbomorto editore (Imola, 2020); All’ombra del vulcano. Il Futurismo in Sicilia e l’Etna di Marinetti, Olschki (Firenze, 2020). Curatore del volume Le Carte e le Pagine. Fonti per lo studio dell’editoria novecentesca, Unicopli (Milano 2017), ha tradotto per il CRELEB le Nuove osservazioni sull’attività scrittoria nel Vicino Oriente antico di Scott B. Noegel (Milano, 2014). Ha pubblicato un racconto dal titolo Odisseo, all’interno della silloge su letteratura e disabilità La mia storia ti appartiene, Edizioni progetto cultura (Roma 2014). Come giornalista pubblicista, ha scritto per il «Corriere canadese» (Toronto), «El boletin. Club giuliano dalmato» (Toronto), «Civiltà delle macchine» (Roma), l’«Intellettuale Dissidente» (Roma), «Torquemada» (Milano), «Emergenze» (Perugia), «Operaincerta» (Modica), e «Insieme» (Ragusa) dal gennaio del 2010.



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