Attualità

Pubblicato il 11 Gennaio 2014 | di Silvio Biazzo

Provincia si Provincia no: le esternazioni di Tonino Solarino

Dibattito aperto a tutto campo sulla questione “Province”: la proposta di Tonino Solarino, “Aboliamo la Regione e manteniamo la Provincia”
“Quasi tutte le forze politiche per evitare di sentirsi dire di essere contro gli sprechi si sono pronunciate a favore dell’abolizione delle province”. Inizia così la lettera aperta di Tonino Solarino ex sindaco ex ex presidente del consiglio provinciale di Ragusa, il quale si inserisce validamente nella “question time” di questi mesi riguardante il “grande” dilemma, provincia si provincia no.

Solarino poi prosegue: “In più occasioni sono tornato sul tema affermando che si sta commettendo un errore: semmai in Sicilia andrebbe abolita la Regione. E’ la Regione Sicilia il luogo degli sprechi (gli scandali impressionanti degli ultimi anni non hanno risparmiato quasi nessuna regione d’Italia). E’ la regione il luogo della burocrazia folle, del centralismo invasivo, della finanza allegra, che ha determinato lo sconquasso della sanità, della formazione professionale, e del territorio, che non ha pianificato le infrastrutture necessarie , che ha sprecato i fondi messi a disposizione della comunità europea, ecc, ecc, ecc!! E’ la regione Sicilia il peggior interprete dell’autonomia tanto che oggi Palermo è molto più distante di Roma in tutti i sensi.
Ad una riforma seria si richiede di garantire partecipazione democratica, efficienza dei servizi , contenimento della spesa. Una riforma seria di cui nessuna forza politica parla in maniera sufficientemente organica vuol dire riformare la camera del senato trasformandola nel luogo dove i territori trovano la sintesi degli interessi legittimi e delle identità di cui sono portatori; abolire le regioni come enti intermedi trasferendo le competenze di queste in parte allo Stato, in parte alle province (la proposta dell’on. Nello Musumeci relativamente alla competenze è una buona base di partenza per la discussione) , in parte ai comuni”.
La pubblica nota di Solarino incalza: “ Il mondo imprenditoriale, sociale, culturale, formativo hanno bisogno di avere indirizzi univoci ed efficienti, di interlocuzioni istituzionali certe e controllabili democraticamente, di potere risolvere i problemi laddove nascono. Relativamente ai costi della politica si parla tanto di ridurre i parlamentari : sono d’accordo, con l’eliminazioni delle regioni ne elimineremmo alcune centinaia. Poi possiamo discutere di ridurre il numero dei consiglieri provinciali ( 25 consiglieri per la provincia di Ragusa sono troppi ) e comunali (30 per il comune sono troppi) e il numero degli assessori : ma queste sono scelte che rappresentano la ciliegina sulla torta., qui si rischia di parlare della ciliegia e basta!”
Queste le ultime riflessioni di Tonino Solarino: “La proposta del governo nazionale sull’abolizione delle province ha una sua coerenza, quella regionale sui liberi consorzi che dovrebbero sostituire le province produrrà una serie di effetti negativi facilmente prevedibili: aumento dei conflitti, un rigurgito di campanilismi, aumento della confusione e frammentazione istituzionali di cui sicuramente non si sente il bisogno in un contesto già abbastanza frammentato e confuso! Infine: nessuno parla dei danni notevoli che subirà il territorio ibleo, se non avessimo potuto costruire dal basso la provincia italiana di Ragusa saremmo in una condizione peggiore dell’attuale , e nel prossimo futuro il rischio (la certezza) è l’ulteriore smantellamento degli organismi intermedi. Sarebbe motivo di approfondimento per tutti chiedersi come mai oggi le province di Trento, Bolzano e la stessa Aosta (dove provincia e regione coincidono) hanno la qualità della vita più alta d’Italia , o come mai fino all’altro ieri abbiamo potuto parlare di isola nell’isola per Ragusa!!! … La classe politica tutta e soprattutto i nostri parlamentari non si assumano la responsabilità di riforme di corto respiro!!”.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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