Approfondimenti

Pubblicato il 18 Gennaio 2014 | di Silvio Biazzo

L’uomo è ciò che mangia, solo un cibo sano fa crescere un corpo sano

Il futuro della nutrizione nasce dal nostro passato, l’uomo è ciò che mangia, solo un cibo sano fa crescere un corpo sano. Un convegno di interesse scientifico assai rilevante quello che si è svolto nell’auditorium della Scuola dello Sport organizzato dalla farmacia Guccione , l’argomento era incentrato sull’assioma “Mangiar bene per vivere meglio”, cioè migliorare le abitudini alimentari per evitare di procurarsi patologie che sempre più stanno caratterizzando il mondo Occidentale.

Sono stati due luminari della medicina italiana ad illustrare la strada migliore per cambiare il proprio stile di vita legato all’alimentazione riducendo o eliminando del tutto le patologie infiammatorie: moderatore del convegno Salvo Falcone . Nutrita la presenza di autorità tra cui il Questore Gammino, il col. Gagliano dei Carabinieri, il V. Questore Di Mauro della Polstrada, numerosi i medici ed addetti del settore, sul palco i relatori, il medico nutrizionista Aronne Romano, il docente universitario di biochimica clinica Giovanni Scapagnini ed il Commissario dell’Asp Angelo Aliquò.
Azzeccato il titolo del convegno “Se la tavola t’infiamma – cibo & patologie” . Il primo intervento è stato quello del dr. Romano che – dopo avere ringraziato il dr. Luca Guccione della omonima farmacia, organizzatore del convegno, per avergli permesso di far ritorno a Ragusa – ha sottolineato il concetto che bisogna invertire lo stile nutrizionale oggi in voga per ritornare all’alimentazione di una volta attraverso la “paleozona” o “dieta a zone”; l’avere cambiato in questi ultimi decenni lo stile alimentare ha comportato da un lato l’allungamento della vecchiaia ma dall’altro si sono accentuate le patologie legate ad un uso scorretto del cibo. Errato quindi mettere al bando le proteine animali che sono quelle che mantengono la massa cerebrale, la carne nel corso dei secoli ha permesso l’evoluzione dell’uomo: ritorno quindi all’alimentazione primaria per sconfiggere anche l’ “infiammazione silente” che danneggia l’organismo. Cosa mangiare quindi? pochi carboidrati ( es. la pasta ), e poi carne magra, tanto pesce, e tanta frutta e verdura.

Atteso l’intervento del prof. Giovanni Scapagnini ( noto al grande pubblico per le sue dotte apparizioni nei programmi televisivi nazionali ) , il famoso ricercatore – di recente passato dalla ricerca di base a quella clinica – ha parlato in special modo degli antiossidanti. Se da un lato l’aspettativa di vita si è allungata in questi ultimi anni, dall’altro nella fascia di età sopra i 65 anni sono aumentate le patologie croniche legate all’età causate molto spesso dalla inidonea alimentazione. Si è poi appreso che la longevità dipende per il 65% dallo stile di vita e solo per il restante 35 % da fattori ereditari, da qui la necessità di scoprire come fare per invecchiare bene. Innanzitutto ridurre le calorie da assumere con il cibo : è il segreto dei longevi nell’isola di Okinawa in Giappone che osservano per loro costume una dieta ipocalorica basata per il 20% di alghe, e poi tanto pesce, carne magra e come bevanda la “curcuma” che a quanto pare ha doti quasi miracolose nel contrastare l’invecchiamento: protegge i neuroni, inibisce i processi infiammatori, e poi ancora assumere sostanze ricche di polifenoli dalle elevate capacità antiossidanti che peraltro ostacolano i dannosi radicali liberi. In buona sostanza bisogna mangiare cibi ricchi di polifenoli per vivere più a lungo, così pure cibi contenenti omega 3 sostanza di cui abbonda per esempio il latte materno: deleterio per il cervello la mancanza di questo essenziale componente alimentare.

Ha preso infine la parola il Commissario Asp Angelo Aliquò il quale ha fatto un dotto bilancio sullo stato di salute della …salute nazionale ed iblea in particolare lamentando che purtroppo oggi le aziende sanitarie sono costrette a parlare più in termini economici “curando” meno l’attenzione alla persona. Ha parlato anche di “circolo virtuoso” nel momento in cui si riesce a soddisfare in loco l’esigenza di cure del cittadino, opposto al “circolo vizioso” quando si “consente” la migrazione del paziente in strutture sanitarie extraterritoriali spesso per scarsa qualità delle prestazioni. Aliquò ha concluso dichiarando che bisogna investire sui corretti stili di vita per contribuire alle economie delle Aziende: la prevenzione alimentare infatti ha senza ombra di dubbio ricadute positive sull’intero servizio sanitario locale e nazionale: e poi ancora ha auspicato una maggiore umanizzazione all’interno del sistema per favorire in futuro una buona e più efficiente sanità. Interessante il dibattito che si è sviluppato al termine delle relazioni.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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