Vita Cristiana

Pubblicato il 28 Gennaio 2014 | di Laura Barone

Il digiuno è ancora di moda?

Qualche giorno fa, parlando con amici, qualcuno di noi faceva notare che ben pochi ormai sono i cristiani che il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo praticano il digiuno, per non parlare poi dell’astinenza dalle pietanze di carne, ormai prescritta solo per i venerdì di quaresima. Il discorso, poi, si è ampliato.
Ci si è chiesti che senso ha digiunare il venerdì santo, se poi l’indomani ci si abbuffa, come si suol fare per tradizione a Ragusa di ‘mpanati, turciniuna e cassate di ricotta? Non sarebbe più significativo praticare un costume alimentare più sobrio anche nei giorni festivi? “La dannosa colpa della gola” ormai esiste solo nella Divina Commedia!
Anche noi cristiani da alcuni anni a questa parte abbiamo scoperto il valore della “convivialità” e in nome di essa ci riuniamo spesso e volentieri per banchettare. Nulla di male, ma purtroppo, per alcuni il valore è il cibo in sè e non la possibilità di stare insieme , di fare amicizia, di accogliere persone sole o in difficoltà.
Abbiamo assorbito anche noi la cultura dominante attraverso la TV. Ci sono orari in cui facendo zapping da un canale all’altro trovi sempre qualcuno che cucina, per non parlare di quei talent con gli chef che si prendono tanto sul serio!
Ma ci siamo guardati attorno? Sappiamo che c’è gente che mangia il pane del giorno prima perchè può averlo senza pagare? Sappiamo che c’è gente che va a chiedere ai supermercati la merce in scadenza che una volta si buttava via o si dava agli animali? Ci è capitato di vedere un giovane che rovista nella spazzatura di un fastfood e trovatovi mezzo panino imbottito lo addenta con voracità ? (a me è capitato).
Non scandalizziamoci se tanta gente non fa più i digiuni fine a se stessi o mangia la carne che costa meno del pesce diventato ormai un lusso e non una penitenza. Cerchiamo invece, nei nostri gruppi, nelle nostre associazioni di rinunciare a qualche momento di convivialità dirottando i venti, trenta o trentacinque euro a persona verso chi ha veramente bisogno.
Qualche anno fa c’è stata l’iniziativa di alcuni giovani che rinunciavano alla pizza del sabato sera, donando i soldi risparmiati alle famiglie in difficoltà.
La loro rinuncia era un sacrificio molto più grande di quello che potrebbe essere il nostro!

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Autore

Laura Barone

Nata il 20/06/1944. Docente in pensione di Italiano e Storia. Appassionata di Storia e Letteratura locale, Storia del XX secolo e dell'associazionismo cattolico. Autrice di alcune pubblicazioni su questi temi. Socia del Centro Italiano Femminile, del Convegno Maria Cristina e della FIDAPA, ha tenuto per queste associazioni diverse conferenze.



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