Cultura

Pubblicato il 7 Marzo 2014 | di Laura Barone

Gli spazi per fare cultura a Ragusa

Quand’ero bambina non c’era ancora la televisione ma a Ragusa c’erano due cinema il Marino ed il La Licata , qualche anno dopo i cinema diventarono quattro perchè si aggiunsero il Trionfale (poi diventato una banca) e l’Ideal (poi crollato e molto lentamente ricostruito e recentemente riaperto al pubblico).

Ci sono stati anni in cui i quattro cinema davano film di prima visione ed erano pieni. Nella mia famiglia si amava molto il cinema e ci si andava almeno due volte la settimana.

I miei ricordavano che quello che ora è tornato a chiamarsi Teatro Concordia garantiva nei primi quarant’anni del ventesimo secolo la possibilità di assistere alla rappresentazione di opere liriche e di drammi in prosa sia in lingua italiana che in dialetto.

Non si pensi che il teatro venisse frequentato solo dalla nobiltà o dall’alta borghesia, la categoria degli artigiani a cui appartenevano i miei nonni, pur avendo un’istruzione elementare, amava la lirica e apprezzava la prosa.
Anni fa lessi nell’antologia sulla questione meridionale di Rosario Villari che c’erano molti paesi del sud dell’Italia che avevano il teatro ma non le fognature. Certamente questo non era giusto, ma è giusto che una città di 70.000 abitanti, da più di 70 anni non abbia un teatro, degno di questo nome? Anzi da alcuni anni in città ci sono due grandi cinema chiusi.

E’ rimasto solo un piccolissimo cinema e una multisala raggiungibile solo da chi si può spostare in macchina.
Alcuni dicono che la gente non va più al cinema perchè c’è la televisione, ma questo succede a Ragusa.

Nelle città la gente frequenta il cinema che ti dà una possibilità assolutamente diversa della fruizione del prodotto cinematografico rispetto alla televisione (vuoi mettere la coralità di commenti, le risate, le battute estemporanee del pubblico con la solitudine difronte allo schermo della TV o del PC che ti fa venire il sonno!).

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Cine teatro Duemila

I Ragusani non vanno più al cinema perchè sono stati scoraggiati dal farlo, si sono disabituati.
Quando è stato aperto il Duemila era già tardi, c’erano i film di prima visione ma ricordo che più di una volta la proiezione iniziava con due (sì, due) persone in sala. Non parliamo del teatro, le compagnie che hanno recitato al Duemila non sono volute tornare perchè mancavano i camerini adeguati al prestigio degli attori.Il pubblico in sala, dalla tredicesima fila in poi, non riusciva a vedere bene il palco.

Da almeno 45 anni ci viene promesso un teatro, quando sembra che stiamo per averlo, si dissolve come un miraggio. Ora che sembrava giunto il momento di avviare l’iter per restaurare il Teatro Concordia, la Giunta Piccitto scopre che si può fare di più e meglio e, nonostante gran parte dell’opinione pubblica cittadina si sia schierata a favore del restauro, rimane sorda a qualsiasi appello e non accetta nemmeno di dialogare con le associazioni che si stanno battendo per il Concordia.

Il mio realismo che confina talora con il pessimismo mi fa dire che quelli della mia generazione “nun ci campamu” a vedere un teatro a Ragusa.
Magari quando sarà realizzato non interesserà più a nessuno.

 

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Autore

Laura Barone

Nata il 20/06/1944. Docente in pensione di Italiano e Storia. Appassionata di Storia e Letteratura locale, Storia del XX secolo e dell'associazionismo cattolico. Autrice di alcune pubblicazioni su questi temi. Socia del Centro Italiano Femminile, del Convegno Maria Cristina e della FIDAPA, ha tenuto per queste associazioni diverse conferenze.



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