Pubblicato il 31 Marzo 2014 | di Redazione

Video rassegna stampa FISC

Umanesimo perduto
Le prime pagine
dei giornali diocesani

Le parole del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, fanno da sfondo agli editoriali dei giornali aderenti alla (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Tutti, infatti, dedicano ampi spazi all’analisi del cardinale. Tra gli altri argomenti trattati dai settimanali: politica, crisi, comunicazione, cronaca e vita delle diocesi
“Bisogna accelerare la conversione dall’io al noi e dal mio al nostro”. E ancora: “Se l’Occidente vuole corrompere l’umanesimo, sarà l’umanesimo che si allontanerà dall’Occidente e troverà altri lidi meno ideologi e più sensati”. Le parole del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, fanno da sfondo agli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Tutti, infatti, dedicano ampi spazi all’analisi del cardinale. Tra gli altri argomenti trattati dai settimanali: politica, crisi, comunicazione, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti a oggi in redazione.

L’attualità socio-politica. “Umanesimo perduto” è il rammarico profondo, tratto dalle parole del cardinale Bagnasco, che guida la riflessione delle testate Fisc sul momento socio-politico attuale. “Umanesimo – osserva Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona) – è forse questa la parola che può fare sintesi della prolusione del cardinale Bagnasco. Umanesimo come idea, stile di vita, programma di convivenza sociale e politica. Quell’umanesimo integrale che oggi appare lontano, anzi ‘esiliato’ dall’esperienza di gran parte dell’Occidente evoluto e civile”. Ed è questo esilio alla base dell’anti-politica, dei populismi e delle proteste. “I mal di pancia – dice Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) – sono molto più diffusi di quanto si pensi e ciò dovrebbe allarmare chi conduce la danza a livello continentale. Lo ha ribadito anche il cardinale Bagnasco: non è più tempo per i tecnocrati. Ci vuole ben altro per riannodare i fili tra cittadini e politica… In gioco c’è la visione di uomo, di persona, con tutto ciò che ne consegue”. Per questo Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), invita a trasformare “questa stagione”, soprattutto in Europa, in motivo di “proposta, cambiamento, inversione di rotta riportando al centro dell’attenzione l’uomo come cittadino e non come individuo. Cittadino e individuo, infatti, non sono la stessa persona: la differenza è che il cittadino è dinamico e l’individuo è statico”. Non va in questa linea, ad esempio, la nuova legge elettorale, perché – secondo Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo) – “sarà un sistema a scatola chiusa”. Giovanni Barbieri, direttore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), riporta l’attenzione sull’Europa che “rischia di essere travolta dal populismo”: “Non c’è più un grande margine di manovra”. Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), auspica “un’Europa diversa, animata dallo spirito di solidarietà che sappia condividere tra tutti i pesanti debiti di alcuni e imporre sacrifici senza schiacciare le parti più deboli della popolazione”. Per Franco Chittolina, editorialista della Guida (Cuneo), “l’avventura dell’integrazione europea ha davanti una strada ancora lunga, seminata di ostacoli, che solo un’Unione fortemente legittimata da un ampio voto popolare il maggio prossimo potrà affrontare con successo”. Ancora una volta, chiosa Paolo Lomellini, direttore della Cittadella (Mantova), “siamo chiamati a ricercare le ragioni di speranza. Una ricerca faticosa e pur tuttavia, come avviene nei percorsi sulle montagne, una fatica che ci porta a nuove e inaspettate bellezze”.

La crisi, la disoccupazione e i giovani. Sempre seguendo il percorso tracciato dal cardinale Bagnasco nella sua prolusione, i settimanali diocesani tornano a parlare di crisi, disoccupazione, giovani e lavoro, anche alla luce delle recenti polemiche sugli stipendi d’oro dei manager pubblici. Al riguardo, Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), nota come “dopo decenni di cattiva amministrazione caratterizzata da sprechi, si è finalmente arrivati a capire che è giunto il momento di mettere un freno a quelli che sono i privilegi di persone a capo di aziende pubbliche che percepiscono stipendi da capogiro”. Per Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), oltre a ridurre gli stipendi bisogna “estirpare dalla pubblica amministrazione e dalle aziende di Stato due mali: intangibilità e irresponsabilità. Tutto il resto è fumo negli occhi o poco più”. Sul tema degli stipendi d’oro, il Ponte (Rimini) pubblica un’anteprima esclusiva di un nuovo volume che raccoglie discorsi di don Oreste Benzi con alcune sue dichiarazioni che, oggi, suonano come profetiche. Argomentando sul “tormentone delle tasse”, Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), richiama alcune “norme elementari di giustizia distributiva che riguardano indifferentemente tutti i cittadini”. Per Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), “la crisi che morde e continua a creare nuovi poveri deve essere occasione per unire le persone. La divisione, la contrapposizione tra poveri, tra quelli locali e quelli che arrivano da lontano, tra italiani e stranieri non può portare a nulla di buono. Ed è una sconfitta per tutti. Una nuova ennesima povertà”. Cammino (Siracusa) evidenzia come “la crisi finanziaria che stiamo attraversando ci fa dimenticare la sua prima origine, situata in una profonda crisi antropologica”. Soffermandosi in modo particolare sulla situazione dei giovani, Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), ribadisce che “metà di loro sono senza lavoro e nell’età dei sogni e dei progetti la nostra società evoluta li emargina, privandoli della dignità di un’occupazione e costringendoli a vivere sulle spalle di genitori e nonni… Siamo su una strada senza ritorno e per evitare l’irreparabile il tempo a disposizione è davvero poco. I giovani devono diventare da subito la priorità”. È d’accordo Mario Cascone, direttore di Insieme (Ragusa), che chiede d’incentivare “l’imprenditoria giovanile, attraverso strumenti fiscali e ammortizzatori sociali adeguati”.

Comunicazione e informazione. Al centro degli editoriali anche alcune considerazioni sulla comunicazione e sull’informazione. Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino), parla dell’indagine avviata dalla procura capitolina “per rintracciare gli utenti nel web sommerso, l’ambito abituale in cui si trova di tutto, anche film di pedofilia, in cui si assiste a omicidi in diretta”. Un cono d’ombra su cui ha fatto luce Meter, l’associazione antipedofilia fondata da don Fortunato Di Noto. “Le fredde statistiche – commenta Mazzoli – lasciano generalmente perplessi: formalizzano ma non raccontano, tuttavia aprono una finestra sul degrado sociale e la capacità invasiva del fenomeno trattato, che cresce e si alimenta di violenza, brutalità, prostituzione minorile, commercio di vite umane”. Sul “recente rapporto di Meter”, associazione che “ha scoperto su Internet (tra il 2003 e il 2013) poco meno di 108mila portali pedofili”, si concentra pure Giuseppe Manunta, direttore di Dialogo (Alghero-Bosa). “Ciò che fa paura – osserva – è l’affermarsi del ‘deep web’, ovvero uno spazio in cui chiunque può nascondere la propria identità. Così facendo anche le azioni più subdole, quelle più riprovevoli possono essere compiute senza grossi problemi”. Eppure “la rete è una risorsa, è un ‘dono di Dio’ come ha detto Francesco”. Perciò, conclude Manunta, “usiamola, ma non facciamoci catturare”. Alcuni settimanali, come il Ponte (Avellino) e l’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), riportano la nota, firmata dal presidente della Federazione, Francesco Zanotti, sui contributi pubblici all’editoria, con l’appello a “evitare la chiusura di voci fondamentali per il pluralismo”. Sull’Azione (Fabriano-Matelica) il direttore Carlo Cammoranesi scrive, invece, del convegno Fisc che si terrà la prossima settimana a Gorizia, dove “si parlerà d’Europa in una terra-frontiera che rappresenta una salda cerniera di popoli, culture ed etnie”, ma a tema vi sarà pure “l’immancabile crisi della nostra stampa e dell’editoria in generale”. “Dinanzi alla potenza dei grandi network – argomenta Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce) – si tratta di far ‘camminare le parole’ delle periferie proprio con gli strumenti delle periferie, per usare ancora il noto linguaggio del Papa, valorizzando esperienze e risorse del territorio”. Il Popolo (Tortona) riporta il discorso del Papa all’associazione Corallo. Mentre Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), riprende “l’annuncio che, al prossimo Salone internazionale del libro a Torino, il Paese ospite sarà lo Stato Città del Vaticano”, vedendo in ciò “un evento significativo, perché sembra fatto apposta per rilanciare tutto quanto è maturato e matura nel tempo, sulla carta (e non solo), a partire inevitabilmente da altre pagine imprescindibili, quelle della Bibbia”.

Cronaca. Sui giornali diocesani spazio ai principali fatti di cronaca. La Valsusa (Susa) parla della riforma degli enti locali con “il voto di fiducia, al Senato, sul disegno di legge Del Rio, che istituisce le Città Metropolitane, abolisce le Province e stabilisce importanti novità per i Comuni in vista delle elezioni del 27 maggio”. Vola (L’Aquila) dedica l’editoriale e la prima pagina all’anniversario del terremoto del 6 aprile 2009, con un messaggio dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi: “Sono fermamente convinto che anche questa volta il terremoto perderà la guerra che ha rabbiosamente scatenato contro L’Aquila. La misura del successo [degli aquilani] sarà direttamente proporzionale alla loro unità”. Voce della Vallesina (Jesi) dà notizia che “domenica 30 marzo, a Castelplanio, l’associazione Aicu Onlus celebra l’undicesima ‘Giornata per Carlo Urbani’, l’annuale incontro in ricordo del medico senza frontiere marchigiano che individuò e bloccò l’epidemia di Sars rimanendone vittima il 29 marzo 2003”. Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), rispondendo alle polemiche dopo l’arrivo, nei giorni scorsi, di un gruppo di migranti a Pavia e in altri paesi della provincia, indica nella “carità dell’accoglienza” la “prima risposta che ognuno può dare” in attesa che “si trovino soluzioni politiche globali all’arrivo dei migranti in Italia e nel resto dell’Europa”. Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), ritorna sulla “strategia nazionale per combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, con i tre opuscoli proposti per le scuole primarie e destinati a educare bambini e ragazzi al rispetto della diversità, compresa la diversità riguardante l’orientamento sessuale. “La grande maggioranza del mondo cattolico – ricorda Bromuri – non è d’accordo con questa iniziativa, e lo ha detto in varie occasioni. Se ne è fatto portavoce a livello nazionale anche il cardinale Bagnasco, che ha chiesto ai politici di porre rimedio a questa sciagurata iniziativa ritirando i libretti. Sciagurata perché considerata lesiva del diritto delle famiglie d’intervenire sull’educazione dei figli in materia di educazione sessuale”. Collegata a questa è anche la richiesta di Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), ai “consiglieri comunali di Trieste che hanno a cuore i nostri bambini e sentono il dovere di coscienza di fermare questa deriva”, affinché “si mobilitino attorno a una mozione perché il Comune disdica la propria appartenenza alla Re.a.dy (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere)”. Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), a margine della vicenda del referendum per il Veneto indipendente, sottolinea che “in questo momento, in Europa e in Italia, c’è più che mai bisogno di voci che riportino al centro del dibattito politico la forza dell’autonomia solidale contro l’autonomia dell’egoismo”. Da Roberto Piredda, direttore del Portico (Cagliari), l’auspicio che “il lavoro del nuovo Consiglio regionale e della Giunta” possa passare “dalle parole ai fatti”.

Attualità ecclesiale. Non manca, infine, l’attualità ecclesiale. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), parla dell’iniziativa “24 ore per il Signore” che si terrà venerdì 28 e sabato 29 marzo. “Per la prima volta – afferma Cescon – si svolge, in tutto il mondo, una full immersion, un’immersione totale nella preghiera: dall’imbrunire di venerdì per tutta la notte fino all’imbrunire del giorno successivo, in tutte le chiese più importanti del mondo ci si radunerà per invocare il perdono del Signore”. Questa iniziativa, aggiunge Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), intende “avvicinare i fedeli al sacramento della riconciliazione. Ogni sacramento scaturisce direttamente dalla Pasqua di Cristo, dalla sua passione, dalla sua morte e dalla sua risurrezione, ma forse nessun sacramento è capace di farci percepire non solo il senso, ma anche ‘la sensazione’ della vita nuova come quello del perdono”. Per Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), “esiste una radice in grado di far germogliare il perdono: la dignità di chi riconosce il torto fatto e chiede scusa”. La proposta “24 ore per il Signore”, si legge sulla Voce Alessandrina (Alessandria), “vuole essere invito a tutti i credenti, così come a quanti, sulle soglie della fede, desiderano riprendere un sincero cammino cristiano”. Luigi Sparapano, direttore di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), presenta ai propri lettori l’incontro del mondo della scuola con Papa Francesco, il 10 maggio in piazza San Pietro, all’interno del percorso “La Chiesa per la scuola”. Montefeltro (San Marino-Montefeltro) pubblica il messaggio del vescovo Andrea Turazzi alla diocesi in occasione della Pasqua. “Cristo risorge oggi – scrive il vescovo -, energia che ascende, vita che germina, masso che rotola via dall’imboccatura del cuore”. Il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) riferisce della richiesta al Papa di proclamare “san Colombano patrono d’Europa”. Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) rilancia l’invito del Pontefice ad “avere un piccolo Vangelo sempre con sé e, durante la giornata, prenderlo e leggerne due paroline”. Irene Argentiero, direttrice del Segno (Bolzano-Bressanone), informa della consegna dei 601 verbali frutto dei dodici “open space” promossi dalla segreteria del Sinodo diocesano per raccogliere temi e proposte da sottoporre ai sinodali nella prossima sessione, in programma venerdì 4 e sabato 5 aprile. Dai verbali emerge la richiesta di “una Chiesa più aperta e collaborativa”. Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), dà notizia che “il 17 aprile, Giovedì Santo, nella Messa Crismale, ci sarà il momento conclusivo della visita pastorale dell’arcivescovo Bruno Forte”, indetta l’11 ottobre 2008. Parola di Vita (Cosenza-Bisignano) ricorda la figura dell’arcivescovo emerito, monsignor Giuseppe Agostino, morto il 24 marzo: “Ha sempre aperto il suo cuore… lo abbiamo sempre detto che accoglieva tutti”. Vittorio Croce, direttore della Gazzetta d’Asti, riflette, infine, sulla “speranza tra passione, fiducia e impegno”, giungendo alla conclusione che “solo Dio conosce il nostro cuore e lo istruisce sul bene da sperare, quello della sua promessa”.
Vincenzo Corrado


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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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