Società

Pubblicato il 1 Aprile 2014 | di Claudia Cilia

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Crisi un’occasione per ricominciare

La necessità, sempre più evidente ed inevitabile, di scelte ed azioni quotidiane, che tengano conto dell’impatto ambientale e del problema ecologico, modificherà il nostro stile di vita e la concezione economica dominante.
Quell’ economia che, attualmente definisce le nostre necessità e i nostri desideri e che fornisce la ricetta per la nostra felicità: acquistare, possedere, consumare ed infine eliminare ciò che abbiamo acquistato, posseduto e consumato e più queste azioni si svolgono ad un ritmo frenetico e per qualsiasi tipo di prodotto, maggiore è il beneficio apparente,  direi effimero, dell’economia globale.
Se negli anni ’70 e ’80, il consumismo era visto solo come un problema etico: la società opulenta contrapposta alla miseria della stragrande popolazione mondiale, dagli anni ’90 si è reso sempre più evidente che, dietro quel problema etico si nascondeva un problema reale, che non riguardava più, solo gli “altri”, quegli “altri” a cui abbiamo prima rubato le risorse e poi rifilato le nostre scorie, ma tutti noi, le nostre città, le nostre campagne, il nostro mare, la nostra vita e soprattutto la vita delle generazioni future.
Il prodotto finale di questa economia è il rifiuto, che sta diventando sempre più difficile da gestire e fortemente impattante sull’ambiente. Ma come dicevamo prima, il rifiuto non è altro che il risultato finale una serie di processi altamente inquinanti che implicano:
l’estrazione di materie prime, provenienti per la maggior parte da paesi del terzo mondo o, in via di sviluppo, paesi in cui lo sfruttamento delle risorse determina, sfruttamento delle popolazioni, guerra perenne, inquinamento e stravolgimento dell’ecosistema e del paesaggio;
trasporto delle materie prime nei luoghi di trasformazione;
produzione del prodotto finale e conseguente produzione di scarti;
distribuzione e trasporto del prodotto, vendita e utilizzo del prodotto, fino ad esaurimento dello stesso, che si trasforma in rifiuto da smaltire.
L’ economia si è finora basata sull’ idea dello sfruttamento illimitato delle risorse: aria, acqua, terra, materie prime.
Ma ciò non è più possibile, ormai è un dato di fatto e forse la crisi attuale può diventare un occasione per cambiare.

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Autore

Claudia Cilia

Nata a Ragusa il 25 aprile 1971. Laureata in architettura presso l’università degli studi di palermo, con una tesi sulla fruizione dei parchi archeologici, nell’ ottobre del 2000. Nel febbraio del 2001 ha conseguito l’abilitazione in architettura, sempre presso l’università degli studi di palermo.



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