Cultura

Pubblicato il 5 Maggio 2014 | di Silvio Biazzo

In ogni uomo c’è un pizzico di artista

In una location di tutto rispetto, Palazzo Cosentini, nel quartiere barocco di Ibla, il vescovo mons. Paolo Urso ha avuto parole di affetto ed apprezzamento per lo scultore Alfio Nicolosi in occasione della sistemazione di una sua pregevole scultura che ha donato al Comune , “Omaggio a Modigliani” (realizzata in pietra di Malta) allocata da oggi nello storico palazzo di recente restaurato e oramai destinato ad ospitare grandi eventi culturali (in questi giorni ospita una mostra di cimeli storici dei Carabinieri in occasione del 200° anniversario della Fondazione dell’Arma): presente alla manifestazione l’assessore Stefania Campo.

Vescovo e NicolosiMons. Urso ha tenuto ad evidenziare come sia da lodare il gesto dell’artista che con questa sua donazione ha contribuito ad arricchire il patrimonio artistico della città, anzi è un gesto da emulare perché così l’arte diventa più fruibile alla grande platea di cittadini e turisti. A seguire l’intervento dell’assessore alla cultura e beni culturali del Comune capoluogo Stefania Campo che ha esaltato l’iniziativa ringraziando l’artista per il munifico gesto, ha anche dichiarato che Palazzo Cosentini sarà sempre più un luogo primario inserito nel tour museale della città che contribuirà senza dubbio ad accrescere l’offerta di luoghi d’arte esistenti in città.

Ci ha poi riferito che è a buon punto l’operatività di recupero e fruizione del vicino monumentale Palazzo della Cancelleria, anche questo una preziosa chicca del quartiere barocco, risalente alla prima metà del XVIII sec.: assieme alla chiesa dell’Itria ed al sottostante palazzo Cosentini – sopra accennato – il palazzo costituisce certamente il complesso barocco più importante della città, da sottolineare che è fra i 18 monumenti di Ragusa riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

 Da parte sua Alfio Nicolosi ha ringraziato le autorità presenti per gli apprezzamenti ricevuti ed ha confessato un piacevole aneddoto: la sua vena artistica è sbocciata in età matura ed è legata anche ad un incontro casuale con il nostro vescovo Urso allorquando gli vien detto che… “in ogni uomo c’è sempre un pizzico d’arte”. Ancora: nella primavera del 1998 recatosi al cimitero incontra un anziano scalpellino modicano che seguiva lavori di restauro presso una cappella privata, tra i due si instaura un confronto dialettico che spinge l’anziano scalpellino a regalare a Nicolosi un blocco squadrato di pietra. Da questo emerge la sua prima scultura, la “Croce di luce”.

Personaggio umile e schivo – doti che caratterizzano un grande artista – Alfio Nicolosi nasce a Zafferana Etnea, dal 1946 si trasferisce a Vittoria, e tutto avrebbe potuto immaginare che diventare uno scultore: la sua ultima attività prima della “folgorazione” della Musa dell’arte è quella di rappresentante di libri, attività che è costretto ad interrompere perché affetto da una grave forma di spondilite.

Improvvisamente nel 1995 un’evento immane che lo segnerà, un grave incidente mortale gli sottrae l’adorato figlio Francesco di appena 17 anni. Seguiranno per lui anni bui fino, appunto, all’incontro al cimitero – dove andava a visitare il figlio – con l’anziano scalpellino: da allora per lui è stato tutto un crescendo nel mondo dell’arte che lo porta ad eseguire una miriade di sculture, una ventina delle quali a breve troveranno allocazione in pieno centro cittadino, nello spazio verde alle spalle dell’ex palazzo Ina – Piazza San Giovanni .

 

 


Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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