Vita Cristiana

Pubblicato il 20 Marzo 2015 | di Redazione

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Partecipato rito della dedicazione della chiesa e dell’altare

Sabato 7 febbraio la comunità parrocchiale ha vissuto un intenso momento di comunione ecclesiale: la dedicazione della chiesa e dell’altare a San Pier Giuliano Eymard.

La scelta di questa data non è stata casuale, è coincisa infatti con i giorni dedicati alla memoria del santo. Inoltre tale evento è avvenuto in un anno particolarmente importante per la parrocchia, in quanto ricorre, proprio in quest’anno pastorale 2014-2015, il cinquantesimo anno della sua fondazione, avvenuta per la festa dell’Immacolata del 1964, essendo vescovo monsignor Francesco Pennisi. I locali adibiti a chiesa erano siti in via Lombardo Radice e il primo parroco fu il sacerdote Giovanni Occhipinti. Mentre era parroco il sacerdote Giovanni Leggio, con il generoso aiuto dei fedeli, fu acquistato il terreno e vennero costruiti la canonica e i locali adibiti alle attività pastorali e qui venne trasferita la chiesa. La posa della prima pietra dell’attuale edificio, benedetta dal vescovo monsignor Angelo Rizzo, risale al 18 giugno 1985. Il primo settembre del 1986, monsignor Rizzo nominò il nuovo parroco il sacerdote Vincenzo La Porta, il quale si impegnò a portare avanti i lavori della nuova chiesa, realizzata con il contributo della Regione Siciliana. Non pochi furono le difficoltà e gli intoppi burocratici durante la costruzione, superati faticosamente grazie alle sollecitazioni effettuate durante i numerosi viaggi a Palermo del parroco e dei suoi collaboratori. Ultimata la costruzione, il parroco, su mandato del vescovo, benedisse l’altare e la chiesa per essere adibiti agli atti del culto divino.

I fedeli, guidati dal parroco, padre Giuseppe Russelli, e da padre Vincenzo La Porta, che ha accompagnato questa comunità per 28 anni, si sono predisposti a vivere in modo più consapevole questa importante festa con un triduo di preparazione, che ha privilegiato sia forti esperienze spirituali, come le adorazioni eucaristiche, sia momenti di formazione, come la catechesi sul rito della dedicazione della chiesa e dell’altare tenuta il 5 febbraio scorso dal sacerdote Girolamo Alessi, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano.

La celebrazione eucaristica, con il rito della dedicazione, è stata presieduta dal vescovo, monsignore Paolo Urso; hanno concelebrato il  parroco don Giuseppe Russelli, don Vincenzo La Porta, don Salvatore Puglisi, don Gino Alessi, don Roberto Asta, don Giuseppe Antoci e don Pippo Occhipinti.

Come ha ricordato il vescovo nell’omelia, il tempio materiale rimanda al tempio spirituale, che è la Chiesa costituita dal popolo dei battezzati credenti in Cristo, pietre vive; «l’edificio-chiesa deve esprimere quello che noi siamo come comunità cristiana … l’edificio vero siamo noi, l’edificio vero è fatto con le pietre di ciascuno di noi, con la nostra vita». Tutti, pertanto, dobbiamo sentire con forza l’impegno a costruire una comunità vera. Perché ciò possa realizzarsi il vescovo ha indicato tre vie: la chiesa edificio deve diventare il luogo dell’incontro personale e comunitario con il Signore, il luogo in cui si costruisce fraternità, il cui unico fondamento è Gesù, e il luogo dell’accoglienza e dell’apertura all’altro, soprattutto del più debole e del più povero.

Nella preghiera di dedicazione pronunciata dal vescovo durante il suggestivo rito abbiamo ascoltato, infatti, queste parole: «O Dio, che reggi e santifichi la tua Chiesa accogli il nostro canto in questo giorno di festa; oggi con solenne rito il popolo fedele dedica a te per sempre questa casa di preghiera; qui si invocherà il tuo nome, si nutrirà della tua parola, vivrà dei tuoi sacramenti. (…) Qui il povero trovi misericordia, l’oppresso ottenga libertà vera e ogni uomo goda della dignità dei tuoi figli, finché tutti giungano alla gioia piena nella santa Gerusalemme del cielo». La liturgia, la catechesi, la Parola, la carità, la comunione non sono incisive se manca l’attenzione alla missione; se non c’è comunicazione la comunità si rinchiude su se stessa e si impoverisce.

Tutta la comunità, insieme al parroco don Giuseppe Russelli e a don Vincenzo  La Porta, loda e ringrazia il Signore, autore di ogni bene, e rinnova il suo impegno a vivere in maniera sempre più intensa la fede, al fine di fare di questa chiesa-edificio il luogo nel quale si costruisce e si consolida l’edificio spirituale che è la Chiesa di Cristo.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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