Società

Pubblicato il 7 Aprile 2015 | di Mario Cascone

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Rovinarsi con il gioco e con la doppia morale dello Stato

Statistiche ufficiali dello Stato dicono che il nostro amato Paese incassa ogni anno circa 9 miliardi di euro da macchinette, videopoker, lotto e giochi vari. Di questi 9 miliardi di euro ben 5 miliardi provengono unicamente dalle slot machines, che sono molto diffuse nel territorio nazionale: si calcola infatti che c’è una slot machine per ogni 123 abitanti. Con questa massiccia presenza delle infernali macchinette mangia-soldi l’Italia si colloca al primo posto al mondo in questo campo, facendo ovviamente la proporzione col numero globale degli abitanti. Un primato veramente invidiabile!…

I cittadini italiani consumano ogni anno circa 15 miliardi di euro nelle sole slot machines, andando incontro a vistosi e sempre più diffusi fenomeni di ludopatia, cioè di dipendenza patologica dal gioco. La ludopatia è ormai da tempo parente stretta delle altre forme più conosciute di dipendenza patologica, quali sono l’alcool e la droga. Essa è però in rapida diffusione anche per la evidente connivenza dell’erario statale, il quale di fatto lucra su questa patologia. Qualcosa di analogo avviene col consumo di sigarette, che da un lato viene scoraggiato con leggi che propibiscono il fumo nei locali pubblici e con terrificanti scritte sui pacchetti, mentre di fatto costituisce un altro introito rilevante per le casse dello Stato.

Ci sarebbe da chiedersi quali sono i costi sociali della ludopatia, tenendo conto che un cospicuo numero di famiglie è andato sul lastrico, dissanguandosi per le enormi spese dovute al gioco. Quanto costa alla società in generale la ludopatia? Quali sono i costi di questa patologia per le strutture sanitarie e assistenziali? E dal punto di vista morale come si pone uno Stato che a parole condanna determinati fenomeni, mentre nei fatti ne trae profitto?

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Autore

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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