Ricerca sociologica “La religiosità nella Diocesi di Ragusa”
Si è svolta, presso la sala Fondo Antico della Biblioteca Diocesana “Monsignor Francesco Pennisi”, la conferenza stampa che ha illustrato la ricerca sociologica, promossa dalla Diocesi di Ragusa attraverso la Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria.
La Consulta, che raccoglie tutti i gruppi e movimenti presenti nella Diocesi di Ragusa, attraverso il suo coordinatore prof. Sebastiano Distefano, ha deciso di sostenere, insieme all’Università della Calabria, rappresentata stamattina dal prof. Enzo Bova, la realizzazione di una ricerca che permetta una analisi della società ragusana attraverso la chiave di lettura dell’adesione o meno ad una fede religiosa.
“E’ importante essere a conoscenza di dati oggettivi e reali – afferma il vescovo, mons. Paolo Urso – e non basarsi solo su impressioni personali. E questi dati potremmo averli proprio da questa ricerca resa possibile grazie alla preziosa collaborazione con l’Università della Calabria”.
La ricerca intende ricostruire all’interno del territorio della diocesi di Ragusa il legame dei suoi cittadini con la religione cattolica, analizzandone livelli di partecipazione ai riti e alle attività della comunità per ricostruire l’importanza della sfera religiosa nelle sue diverse facce: nel sociale, nella vita quotidiana e nell’etica.
“E’ analisi condivisa che, – afferma il prof. Giorgio Massari – nonostante l’influsso della secolarizzazione, l’Italia sia ancora un paese in cui la tradizione religiosa rimane un punto di riferimento per la maggioranza dei cittadini e che il rinnovato protagonismo di una Chiesa capace di avere una presenza capillare e diffusa, di manifestarsi nelle piazze, rivendica un ruolo attivo nei temi sociali e culturali”.
“L’indagine – spiega il prof. Enxo Bova – verrà effettuata attraverso la somministrazione di questionari a circa 700 persone (scelte dalle liste elettorali) di tutti i comuni ricadenti nel territorio della Diocesi (Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Monterosso Almo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Vittoria) ed avrà un’attendibilità del 96%. Il questionario è ampio e si sviluppa in più parti toccando diversi aspetti della religiosità: i valori, la credenza, l’esperienza, l’appartenenza, la pratica, il pluralismo, la socializzazione, la laicità, l’etica, la partecipazione politica e la progettualità ”.
“La ricerca utilizzerà uno stile comunitario – ha tenuto a precisare il prof. Massari – sia per immediate necessità di riduzione dei costi, sia soprattutto per condividere in ogni fase del lavoro le conoscenze e le indicazioni che verranno dalle nostre comunità. Per tali motivi i rilevatori saranno ricercati nelle nostre comunità ecclesiali e nelle nostre scuole ed università. L’equipe scientifica si impegnerà a formare i rilevatori con appositi incontri e il dipartimento di scienze politiche e sociali dell’università della Calabria rilascerà un attestato a tutti coloro che parteciperanno come rilevatori alla ricerca”.
“Questa ricerca rappresenterà – conclude il prof. Massari – uno strumento di conoscenza unico della realtà ragusana, della cultura, del sistema dei valori dichiarato e di quello vissuto, delle speranze e delle angosce dei cittadini ragusani”.
I risultati della ricerca saranno presentati e commentati dai maggiori sociologi italiani, sia attraverso un libro edito da una casa editrice di livello nazionale ma anche attraverso conferenze-dibattito nelle varie diocesi della Sicilia e del Meridione a motivo della originalità della ricerca stessa.
