Il parere dell’assistente sociale
Il gioco d’azzardo oggi rappresenta un fenomeno tanto diffuso che non può non attirare l’attenzione degli operatori del sociale. Oltre a rappresentare un evento di elevata proporzione economica, esso esprime anche un’attrazione atavica che l’uomo nutre nei confronti della casualità e dei segni del destino.
Il gioco d’azzardo appare radicato nella natura umana: la letteratura archeologica e antropologica testimonia l’esistenza della scommessa e della “sfida al caso” in ogni epoca, stato sociale e cultura.
La domanda che occorre porsi è: quando il gioco diventa un fenomeno patologico? Oggi infatti è da temersi non tanto il gioco–scommessa come abitudine quanto, piuttosto, il diffondersi del legame psicologico e patologico tra giocatore e gioco. In altre parole, siamo dinanzi a un fenomeno di devianza, perché il soggetto giocatore è affetto da dipendenza patologica.
Ci troviamo inoltre su un terreno non del tutto esplorato: non esiste una definizione esaustiva per inquadrare un giocatore dipendente o il gioco come malattia. Oggi, nei testi specifici che trattano di patologie legate alle dipendenze da gioco, si parla di giocatori dipendenti, giocatori patologici, giocatori compulsivi.
La psichiatria contemporanea, analizzando la personalità dei giocatori, individua diverse tipologie di soggetti: giocatori compulsivi con sindrome da dipendenza; giocatori inadeguati senza sindrome da dipendenza; giocatori sociali costanti; giocatori sociali adeguati; giocatori antisociali; giocatori professionisti non patologici, etc.
La verità è che ci troviamo dinanzi a un fenomeno dai contenuti nuovi, difficile da definire e complesso nel suo insieme, e come per tutte le devianze le cause vanno ricercate altrove: la dipendenza da gioco non è il disagio ma è il campanello d’allarme che segnala un malessere profondo e radicato, quasi sempre celato.
I Servizi socio-sanitari per le Tossicodipendenze (Ser.T.) – o Servizi per le Dipendenze patologiche (Ser.D.) – sono già da anni attivi sul territorio per offrire risposte al problema. Si tratta di servizi pubblici assicurati dal Sistema Sanitario Nazionale, dedicati alla cura, prevenzione e riabilitazione delle persone che hanno problemi conseguenti all’abuso e alla dipendenza di sostanze psicoattive, come droghe ed alcool, o a comportamenti compulsivi come il gioco d’azzardo patologico (a Ragusa gli uffici sono in Via Diaz n.31, a Vittoria in via Magenta n.137, a Modica in via San Martino n.16).
Il ruolo di un operatore sociale, nello specifico il ruolo tipico di un assistente sociale, è principalmente quello di portare la discussione fuori dai “recinti morali” del vizio e della cattiva azione, per riportare il contenuto del discorso nella giusta direzione, che è quella – in sostanza – di una patologia sociale, che in buona parte rispecchia le fragilità e i sogni vani della nostra drammatica modernità.
di Fabio Conti

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