Cultura

Pubblicato il 31 Dicembre 2015 | di Francesca Capodicasa

Premiazione della settima rassegna ARTincontro

Il 2015 termina a Ragusa con tre giorni di spettacolo, arte e cultura. È questo il regalo che L’Associazione Culturale Officina 90’, che opera ininterrottamente sul territorio ragusano dal 1986, ha voluto offrire alla nostra città. La rassegna ARTincontro, una manifestazione ideata e curata da Sonia Migliore, è ormai diventata un appuntamento annuale, essendo giunti alla settima edizione, in grado di coinvolgere più di 120 artisti.

Quest’anno la Rassegna Culturale ha voluto prendere una strada diversa, dedicando i tre giorni dal 28 al 30 Dicembre ai giovani artisti della nostra città.
Il piccolo teatro della Badia ha finito così per essere stracolmo di gente la sera del 30 Dicembre, in occasione della premiazione di quanti con il loro impegno si sono distinti nella nostra piccola realtà ma anche fuori. Una serata che si è aperta fra le note di “We Wish You a Merry Christmas”, “Jingle Bells”, “Adeste Fideles” e le tante altre canzoni tipiche delle festività natalizie, intonate dalla Corale “Paolo Altieri”, diretta e musicata dal Maestro Luca Galizia, accompagnato dal Maestro Violinista Daniele Rometta.
Si è poi passati dal Premio “alla Carriera” per personalità di spicco come il Musicista e Compositore Peppe Arezzo, l’Attore Carlo Ferreri, la Musicista, Pianista, Concertista Laura Diana Nocchiero, i Cantautori Mirko Marsiglia e Milena Di Rosa, il noto Pittore Franco Polizzi; al premio “Giovani Talenti” per la giovanissima attrice Martina Antoci di soli 14 anni, l’Attore Giovanni Arezzo, la Compagnia Teatrale “Dionysos” composta da una trentina di giovani, il Musicista, Compositore Lorenzo Guardiano, il Tenore Lorenzo Licitra, l’attrice Anita Pomario e la Ballerina Flavia Spadaro.
Ogni Artista premiato nel discorso tenuto ha lasciato al pubblico la propria emozione, la propria voglia di andare avanti, di crederci.
La frase sulla locandina dell’evento reca le parole dello scrittore romeno Vasile Ghica “La più grande tragedia avrà inizio quando i giovani non vorranno più cambiare il mondo”; ma quanti hanno ascoltato coloro che nell’arco della serata hanno dato voce alla loro arte, sono probabilmente giunti alla conclusione che almeno per il momento il pericolo sembra lontano: fra gli artisti che in questi giorni si sono espressi il maggior sentimento emerso è infatti la Speranza; quella stessa Speranza che racchiude in sé progetti, sogni, che è la chiave della crescita del singolo e della comunità.
Sono state molto apprezzate anche le parole di quanti nel corso della manifestazione hanno sottolineato la necessità di lasciare Ragusa per riuscire a far fruttare il proprio talento, portando, tuttavia, nel cuore la voglia di tornare a casa e di dire alla propria città, alla propria gente “Noi ci siamo”, perché anche questo piccolo angolo di mondo ha diritto ad essere apprezzato e valorizzato. Così non dimenticando né le loro origini, né le persone che hanno creduto in loro, questi artisti spesso portano il loro ringraziamento tornando a esibirsi di tanto in tanto sul loro primo palcoscenico, incoraggiando i più piccoli, cercando di condividere con la loro terra quelle abilità che hanno raffinato e valorizzato altrove.


Autore

Francesca Capodicasa

Nata a Ragusa nel Gennaio 1996, ha frequentato il Liceo Classico Umberto I. Studia filosofia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Appassionata di teatro sta frequentando il Corso di Alta Formazione Teatro Antico in Scena indetto dall'università.



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