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Pubblicato il 15 Gennaio 2016 | di Alessandro Bongiorno

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Un vero teatro alla “Quasimodo”

Non è ancora il teatro che Ragusa attende, ma uno spazio funzionale alla cultura sicuramente sì. È l’ex auditorium della scuola Salvatore Quasimodo, al quartiere Pianetti, che è stato riqualificato divenendo un vero teatro. Sono state ricavate, tra platea e tribuna, 362 eleganti poltroncine rosse: qualcuna in più del Garibaldi di Modica (320) e qualcuna in meno del Vittoria Colonna (380) tanto per citare i teatri più belli e importanti della nostra provincia.

Il teatro della Quasimodo sorge in quartiere periferico di Ragusa e quasi del tutto privo di luoghi di ritrovo e di spazi culturali, tanto che le uniche rappresentazioni teatrali in questa parte di città sono state ospitate o nei cortili delle parrocchie o nel posteggio del supermercato “Le Dune”. Si aggiunge in città al teatro Tenda, alla sala Falcone-Borsellino di Ibla (recentemente ristrutturata), alla saletta polifunzionale ex Ideal, allo spettacolare anfiteatro sotterraneo (ancora da completare) di cava Gonfalone. Non sono i soli teatri della nostra città. In mano ai privati ci sono infatti il Donnafugata di Ibla, il Masd (gli unici che propongono stagioni teatrali e musicali), il Lumiere, il Duemila, il La Licata. A questi si aggiungono il teatro della Curia e il Don Bosco (in quest’ultimo il cartellone teatrale fa sempre registrare al botteghino numeri importanti) che non sono pubblici ma ospitano eventi culturali aperti a tutti. La saletta del centro servizi culturali, l’auditorium della Camera di commercio, le aule magne di Lingue e dell’ex facoltà di Agraria, le chiese di San Vincenzo Ferreri e della Badia, la sala “Saro Digrandi” dell’Avis, la saletta delle “Fate” sono altri spazi fruibili di una città dove i convegni abbondano e che sta cercando di trovare anche una sua precisa dimensione culturale.

Questi spazi non sono, però, ancora “il” teatro. A Ragusa quando si parla di teatro il pensiero corre subito all’ex Concordia-Marino. La struttura di via Ecce Homo è stata acquisita dal Comune e necessiterebbe di interventi di recupero e messa a norma di una certa importanza. Il Comune ha già approvato il progetto definitivo per il restauro e il recupero funzionale che prevede un investimento di oltre cinque milioni di euro. Alla fine di questi interventi si potrà riaprire lo storico teatro con una platea di 240 posti, una tribuna e palchetti per altri 121 posti (il totale fa 361: uno in meno del “Quasimodo”). Il progetto prevede anche il foyer, un ampio palcoscenico (100 metri quadrati e un’altezza per le scenografie di dieci metri) e locali adibiti a servizio guardaroba, biglietteria, camerini, sala regia e servizi igienici. Tutto sembra pronto per poter mandare l’opera in appalto mettendo fine alle polemiche e a un dibattito che ha visto la città dividersi in due: chi sosteneva a tutti i costi la realizzazione del teatro nell’ex Concordia-Marino e chi riteneva che la città avesse bisogno di uno spazio più moderno, ampio e funzionale.

In attesa che anche in via Ecce Homo tornino le rassegne di musica e teatro, magari dando un nuovo tono a una parte della città che rischia il degrado e l’abbandono, per ora ci si può “accontentare” di tutti gli altri spazi. Tra questi anche del teatro della scuola “Quasimodo” che è stato inaugurato con un concerto della piccola orchestra della scuola, che hanno suonato musiche natalizie, e da un monologo dell’attore ragusano Gianni Battaglia. Lo spettacolo è stato preceduto dalla benedizione della nuova struttura da parte di padre Giovanni Mezzasalma, e dal saluto del sindaco Federico Piccitto e del dirigente scolastico Leonardo Licata.

Il sindaco ha ricordato come i lavori siano stati completati in soli otto mesi, dando merito al geometra Giovanni Guardiano che ha avuto l’intuizione di trasformare l’auditorium in un vero e proprio teatro.

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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