Politica

Pubblicato il 9 Maggio 2016 | di Alessandro Bongiorno

Cinque stelle, fiducia ben riposta?

Rimpasto in giunta, consigliere cacciato fuori dal movimento, raddoppio delle tariffe del canone idrico: in una sola settimana, il Movimento 5 stelle, che amministra il Comune di Ragusa, non si è fatto mancare proprio nulla. Se di mezzo non ci fosse la città di Ragusa, con i suoi problemi che attendono di essere risolti e le sue speranze da troppo tempo riposte in un cassetto, potrebbe anche trattarsi soltanto di diatribe interne che riguardano un singolo partito, di scelte amministrative più o meno condivisibili. In questo caso c’è un po’ di tutto questo ma anche qualcosa in più. In questa amministrazione, su questi giovani, i ragusani avevano riposto la loro fiducia, affidando loro un compito non semplice: rinnovare nelle persone e nei metodi la politica cittadina, modernizzare una città che aveva bisogno di cambiare marcia dirigendosi verso orizzonti di maggiore modernità. Saranno i cittadini, al termine del mandato, a decidere se la loro fiducia sia stata ben riposta o se, invece, il cambiamento non sia stato pari alle attese.

Pochi giorni fa, il sindaco Federico Piccitto ha rinnovato la giunta, nominando assessori i consiglieri comunali Sebastiana Disca e Gianluca Leggio. Hanno preso il posto di Stefania Campo e Salvatore Martorana che avevano rinunciato all’incarico per motivi diversi: la prima per mettere a tacere le polemiche su un incarico attribuito da una ditta esterna al marito, l’altro perché, insieme a Gianni Iacono e al movimento “Partecipiamo”, ha deciso di interrompere la collaborazione con il Movimento 5 Stelle non rivendendosi più nel progetto unitario che era stato sottoscritto al momento delle elezioni. Disca e Leggio, così come tutti gli altri eletti, sono ora attesi dai cittadini alla prova dei fatti. Si occuperanno, rispettivamente, di sviluppo economico e di servizi sociali e istruzione. Sono stati individuati dal sindaco dopo un estenuante braccio di ferro con il gruppo consiliare, che era arrivato anche a paralizzare l’attività in aula, senza ricorrere ai curricula che erano stati chiesti all’inizio a tutti gli altri assessori. Una scelta, quindi, che è solo politica e maturata all’interno di un partito che ormai agisce con logiche che sono proprie a tutti i partiti politici.

Poche ore dopo aver annunciato il cambio in giunta, il Movimento 5 Stelle di Ragusa è stato scosso dal caso di un consigliere che ha pensato di celebrare il 25 Aprile pubblicando sul suo profilo Facebook una serie di busti di Benito Mussolini. Troppo anche per un partito che ha tollerato ogni genere di invettiva e, così, è scattata l’espulsione dal Movimento 5 Stelle.

L’ultimo passaggio scomodo è stato costituito dall’aumento della tariffa del canone idrico. Pagheremo di acqua praticamente il doppio. Mai la pressione fiscale aveva raggiunto questi limiti e, francamente, appare difficile spiegare come a Ragusa, nonostante i proventi delle royalties e le risorse della legge su Ibla (da quest’anno purtroppo azzerate) si paghino tasse, tributi e addizionali da Comune in dissesto. È vero che ci sono leggi che obbligano i comuni a coprire le spese interamente con le tasse, che portare l’acqua dal fiume Irminio alle periferie di contrada Annunziata, Marina di Ragusa e San Giacomo può comportare costi che nessun altro ente ha, che la rete idrica non è mai stata oggetto di interventi di manutenzione (solo con questa amministrazione un terzo delle royalties del petrolio è stato destinato a cambiare le condutture guaste) ma continuare a gravare sui cittadini e sulle imprese con questa pressione fiscale pare davvero eccessivo.

 

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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