Attualità

Pubblicato il 1 Settembre 2016 | di Silvio Biazzo

Una scuola in Ghana: la realizzeranno tre giovani architetti

Mentre montano giustamente le polemiche per il disastroso sisma ad Amatrice e dintorni che ha “frantumato” una scuola di recente ristrutturata con interventi “antisismici”, una notizia costruttiva parte dal nostro territorio: sarà costruita nel villaggio di Abetenim, in Ghana, una scuola per bambini bisognosi secondo il progetto e la direzione dei lavori direttamente in loco di tre giovani architetti (due siciliani e uno calabro) dello studio DFG Architetti con sede a Ragusa e Roma.

L’incarico è stato conferito dalla stessa comunità e dalla fondazione NKA, ente americano da anni impegnato nella realizzazione di scuole e strutture nei paesi in via di sviluppo che ha bandito il concorso di progettazione dal titolo “4th Earth Architecture Competition”.
Dopo aver partecipato ad una competizione internazionale, con 120 adesioni da ogni parte del mondo, sono stati identificati 5 progetti da realizzare che costituiranno il nuovo polo scolastico low-tech per una comunità rurale in Ghana.

Tra i cinque selezionati c’è appunto anche il progetto presentato da architetti DFGDavide Scrofani, Ferdinando Mazza (entrambi siciliani), Giuseppe Francone (calabro) di DFG Architetti. I 5 progetti selezionati e che saranno realizzati sono stati ideato da uno studio francese, uno spagnolo, uno del Bangladesh e due italiani. Nel suo insieme il progetto prevede la realizzazione di una scuola low-tech, utilizzando le tecnologie locali basate sulla terra cruda.
Agli architetti iblei il compito specifico di costruire il modulo dell’aula che andrà a comporre l’edificio a corte, il cuore del complesso.

Il loro progetto si basa su un’idea di aula, non ideata singolarmente, ma come parte di una struttura armonica, come un pezzo di un puzzle più grande, la corte. L’edificio completo si aprirà nei quattro angoli del perimetro, che diverranno quattro piazze coperte di ingresso decorate da tre alberi-pilastro. L’esterno del complesso sarà caratterizzato dal ritmo delle finestre verticali delle aule mentre il prospetto interno della corte verrà realizzato seguendo i pilastri lignei del porticato, che sono anche l’elemento architettonico espressivo del progetto. Il portico sarà l’anello distributivo interno che permetterà di accedere alle aule, ma sarà anche luogo di sosta, di studio e di socializzazione.
Altra caratteristica del progetto è la flessibilità delle aule che sono costituite da due spazi: uno spazio più grande destinato alla classe e uno spazio più piccolo di espansione che può fungere da ingresso all’aula, area studio e spazio di incontro. I due ambienti sono separati da librerie mobili che, spostandosi, danno luogo a spazi diversi che potranno ospitare diverse attività, dal congresso alla mostra allo spettacolo.

Un progetto ambizioso che ha richiesto un lungo e approfondito studio dei materiali da costruzione che saranno usati, tipici del luogo, come la paglia, le lamiere, i legni e soprattutto la terra cruda. E non solo, la progettazione ha richiesto un attento studio bioclimatico, date le particolari condizioni climatiche del Paese africano, che ha permesso di realizzare dei moduli economici e low-tech che garantiscono al contempo qualità spaziale, comfort igrotermico, illuminazione naturale e flessibilità. Dopo la fase di progettazione e selezione, gli architetti Davide Scrofani, Ferdinando Mazza, Giuseppe Francone sono adesso stati chiamati alla fase operativa. La prossima estate, dall’8 luglio al 30 settembre 2017, seguiranno infatti i lavori di realizzazione direttamente sul posto, utilizzando manodopera locale.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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