Vita Cristiana

Pubblicato il 20 Settembre 2016 | di Redazione

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Ascoltare i giovani e la Chiesa ha in questo un ruolo fondamentale

La società non capisce perché i giovani di oggi sono sottovalutati e sminuiti dal mondo degli adulti.

Vengono visti come irresponsabili, privi di valori e legati alle cose effimere. I giovani sono costretti a formarsi in un momento politico, economico e culturale complesso, privo di certezze e senza dubbio tutto questo  inciderà negativamente sul loro futuro. Vivono in un contesto sociale, ed ecclesiale, in cui spesso sono curati come una “specie da proteggere”, anziché accolti quali soggetti del mutamento; considerati gli adulti di domani, anziché la risorsa di oggi. Insomma, una promessa che non si realizza mai, una continua delusione dei loro desideri e un sistematico tradimento delle aspettative. Essi non sono neppure una categoria sociale facilmente individuabile, poiché rispondono alle leggi di razionalità, originalità e libertà tipiche dell’umano. Si relazionano col mondo circostante in modo diverso degli adulti: sono i “nativi digitali”. Hanno un loro modo di vedere e di comprendere. Un’interiorità e una spiritualità in cui non sempre è definibile il confine tra virtuale e reale. Ma non sono vuoti! Non sono superficiali! Non hanno rinunciato alla verità, alla bellezza, alla gratuità, al sogno. Tuttavia, percorrono strade nuove, con cadenze diverse dal passato: sono i giovani di ora! Nonostante ciò, molti giovani pieni di speranze e voglia di riuscire, lottano per le cose che credono affinché a loro volta possono dare un mondo migliore ai loro figli, dove il bene prevale sul male, la pace sulla guerra e soprattutto dove le diversità in genere non siano più un problema. I giovani oggi sono pochi appena un settimo della popolazione nazionale, e questo fa sì che la loro voce non sempre riesca ad attirare la giusta attenzione della comunità civile ed ecclesiale.  Chiedono solo l’ascolto dagli adulti, essere presi sul serio, aiutati dal nostro Paese, il quale impedisce loro  di sviluppare idee e pensieri. Vanno alla ricerca spasmodica di una  guida nei momenti di smarrimento, ossia una spalla su cui piangere. Sicuramente la Chiesa in tutto questo gioca un ruolo importante, in quanto istituzione nella quale molti giovani d’oggi ripongono speranze e trovano conforto. Basterebbe collaborare, perché alla fine anche se diversi i giovani e gli adulti appartengono a due mondi complementari. Insieme possono rompere i muri e rifare il mondo. Oggi sempre più spesso si parla di giovani, ma non si parla coi giovani. Il compito proprio della Chiesa è quello di avvicinarsi ai giovani uscendo per le strade ,come dice Papa Francesco, aiutandoli di nuovo a sognare la vita rompendo il silenzio e costruendo insieme un mondo pieno di vita. C’è un tempo per fare festa, per scherzare e per stare insieme in modo spensierato. Ma c’è un tempo per ascoltare i bisogni e le esigenze dei giovani, dando aiuti concreti, porgendo la mano e mettendosi al loro servizio.

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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