La scuola degli immigrati in Italia
In Italia tutti i minori stranieri tra i 6 fino e i 18 anni hanno il diritto – dovere all’istruzione e alla formazione. Il livello di istruzione degli immigrati gioca un ruolo cruciale per la loro integrazione nel paese ospitante, perché influenza la probabilità di occupazione e i loro redditi.
Lo svantaggio di doversi adattare a un nuovo contesto e di imparare una nuova lingua, pur con forti differenze tra paesi sicuramente influenza il loro successo scolastico. Le difficoltà che questi bambini spesso incontrano in ambito scolastico coinvolgono un insieme di fattori di cui quelli cognitivi sono solo una parte. Il bambino straniero che si trova a svolgere il proprio percorso scolastico nel sistema italiano è in molti casi in ritardo nell’apprendimento scolastico o comunque non ottiene risultati paragonabili a quelli dei suoi compagni italiani. Infatti, dopo un periodo di adattamento e assestamento nel contesto italiano e apprendimento della nuova lingua, rispetto alle difficoltà, quello che ci si aspetterebbe è che la percentuale di bambini e ragazzi stranieri in difficoltà dovrebbe avvicinarsi a quella dei loro compagni italiani. In Italia, il numero degli studenti stranieri è notevolmente aumentato negli ultimi decenni. Molti sono in ritardo rispetto al regolare percorso di studi, provengono da condizioni socio-economiche svantaggiate, non parlano l’italiano e tutto ciò crea un divario scolastico tra nativi e immigrati. L’inserimento degli alunni stranieri richiede alla scuola attenzioni diverse in relazione all’ordine di scuola: di tipo relazionale, didattico, linguistico, di confronto culturale e necessaria mediazione tra i modelli educativi. Nel caso dei più piccoli, la scuola materna è in genere attenta alla storia di ciascun bambino e all’accoglienza dei timori, gli spaesamenti e gli impacci che il viaggio di migrazione spesso comporta. Per fronteggiare una situazione così vasta e complessa, che rischia di diventare socialmente esplosiva, occorre che tutti gli operatori che si trovano a lavorare su questo campo siano correttamente formati e preparati. Oggi la presenza di alunni stranieri nella scuola supera il 20% e per essi vengono programmati interventi di potenziamento linguistico e diverse attività volte a favorire in tutti gli alunni lo sviluppo di una prospettiva multiculturale. La scuola, insomma, diventa davvero multiculturale. Non c’è nulla di più importante dell’imparare, stando fianco a fianco, alunni italiani e stranieri, a conoscersi, rispettarsi, a lavorare assieme, ad apprendere ciò che è fondamentale nella vita. Questo traguardo si può raggiungere solo attraverso il “filtro” sociale della scuola che è “il fulcro del processo d’integrazione degli stranieri nel nostro mondo”.
