Società

Pubblicato il 11 Ottobre 2016 | di Redazione

I pediatri sono concordi: niente cellulari almeno fino a 10 anni

Se è vero che i nativi digitali ,cioè i bambini nati dopo il 2006 sanno utilizzare smartphone e tablet meglio di mamma e papà, è altresì vero che non ne conoscono il funzionamento. Per questo è bene che i genitori vigilino sul tipo di giochi on line che scelgono e sulle applicazioni che scaricano.

Eppure i bambini sono naturalmente attratti da questi strumenti tecnologici, sanno navigare in internet prima di utilizzare la bicicletta e hanno un account nei social network sempre prima dei 13 anni previsti. Molto spesso si sottovaluta l’effetto dell’utilizzo della tecnologia nei bambini, perché si corre il rischio che l’uso diventa abuso. Oltretutto i cellulari producono onde elettromagnetiche che non sono salutari per le cellule del nostro corpo che, se esposte per lunghi e continuati periodi, potrebbero morire e non rigenerarsi più. Inoltre l’abuso di dispositivi elettronici può causare aggressività e mancanza di socializzazione nei bambini. Per questi motivi è bene, secondo i pediatri italiani, vietarne l’utilizzo il più possibile. L’Italia si colloca al primo posto in Europa per numero di telefonini posseduti e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più. Gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti: perdita di concentrazione, difficoltà di apprendimento, aggressività e disturbi del sonno. I pediatri parlano chiaro, bisogna creare linee guida per limitare il più possibile l’uso dei telefonini ai bambini, evitandone totalmente l’uso prima dei 10 anni e limitandone l’uso dopo tale età. Dunque, parole di fuoco contro un fenomeno ritenuto da molti “normale”. Tuttavia non si parla solo di danni fisici e mentali, ma anche di uso di internet inappropriato. Sta diventando una malattia sociale, la così detta cellularomania, che sta distruggendo molti giovani. In molte famiglie l’uso di questi dispositivi ha fatto si che diventassero delle tate elettroniche, ossia baby sitter digitali, da qui la preoccupazione dei pediatri. Si acquista anche il cellulare al figlio per sentirsi più sicuri e poterlo rintracciare in ogni momento, ma sappiamo benissimo che regalarlo è diseducativo. I bambini di ieri chiedevano giocattoli, qualche volta un libro, oggi già a 7 anni si chiede il cellulare. Ma alla domanda se il cellulare veramente serve al bambino, la risposta è no, perché ancora non vanno in giro da soli e per fortuna il telefono fisso a casa lo abbiamo quasi tutti. Quando invece cambieranno le esigenze e il bambino diventa un ragazzo, non bisogna regalarglielo e lasciarlo in balia del web, bisogna comunque insegnargli ad usarlo in maniera appropriata e per poche ore. Ogni genitore dovrebbe sempre sapere cosa  è meglio per suo figlio. I pediatri pensano è che i piccoli non dovrebbero avere tutto quello che il mercato getta in pasto ai consumatori facendo credere loro che è indispensabile, utile, facilmente raggiungibile. Il telefonino ha rappresentato per anni uno status symbol. Oggi è un oggetto di massa, come la televisione, il telefono fisso, la lavatrice. Ma non è un giocattolo (e anche molti adulti dovrebbero rendersi conto di questo fatto fondamentale) e, di conseguenza, andrebbe acquistato solo se serve, appunto come il telefono fisso o la lavatrice. Concludendo i pediatri confidano nel buonsenso dei genitori  affinché ritardino quanto più possibile l’uso con i loro figli, ponendo delle regole chiare laddove il possesso da parte dei bimbi non possa essere negato del tutto.

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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