Vita Cristiana

Pubblicato il 5 Novembre 2016 | di Redazione

Celebrato il Giubileo delle Confraternite

«Non retaggio iconografico del passato bensì cuore pulsante di un laicato cattolico impegnato e immerso nel suo tempo». Questo in estrema sintesi il senso delle confraternite ricordato da don Giovanni Nobile, assistente diocesano per le confraternite ragusane poco prima di varcare la porta giubilare della cattedrale di San Giovanni di Ragusa. Le ventidue confraternite presenti in diocesi, sia maschili sia femminili, hanno celebrato insieme al vescovo di Ragusa monsignor Carmelo Cuttitta la “giornata confraternale del Giubileo della Misericordia”.

Il raduno è stato effettuato in piazza dei Cappuccini, poi le confraternite, ciascuna con l’abito e le insegne proprie, hanno raggiunto il sagrato della cattedrale per poi fare ingresso all’interno del tempio. La celebrazione è stata presieduta dal vescovo monsignor Cuttitta che ha ricordato l’importanza che le confraternite hanno avuto nella storia del laicato cattolico. Monsignor Cuttitta ha quindi richiamato confrati e consorelle presenti a un rinnovato impegno spirituale, etico e materiale nella società di oggi. Forte il richiamo alla solidarietà, alla carità, al perdono e all’apertura con gli altri. «Solo così – ha detto – si realizza lo spirito di misericordia che Papa Francesco ha voluto esaltare l’anno del giubileo straordinario. Essere misericordiosi, cioè caritatevoli vuol dire amare il prossimo, chiunque esso sia. Quando saremo giudicati, Dio non ci chiederà conto di quante domeniche non siamo andati a messa, bensì se abbiamo saputo amare. Se lo abbiamo riconosciuto nel povero, nell’ammalato, nel profugo, nell’afflitto».

Infine, il presidente diocesano per le confraternite, Giuseppe Vona, nel suo intervento di saluto al vescovo, ha osservato che «noi confrati, abbiamo accolto con gioia e fede il dono dell’Anno Santo della Misericordia per   annunciare e testimoniare la Misericordia. Per noi – ha continuato Vona – questo è un momento di riflessione spirituale, per far discernimento del nostro essere cristiani. Dobbiamo far nostra la lezione che Gesù ci dà con la parabola del ricco epulone, cioè dobbiamo vivere il Vangelo tra la gente e non chiusi nel nostro io, ma attenti ai poveri e a chi fatica a vivere. Ritornando nelle nostre comunità, dobbiamo alimentare sempre di più la nostra fede con l’ascolto e la meditazione della parola, perché essa fortifica la nostra Fede e illumina il cammino in questi tempi così difficili».

di Antonello Lauretta

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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