Attualità

Pubblicato il 2 Dicembre 2016 | di Redazione

“L’Alveare che dice si!” il passato incontra il futuro

Il concept dell’Alveare che dice si! si impegna a promuovere un modello cooperativo efficiente nel rispetto di tutti i soggetti della filiera, assecondando la terra con i suoi cicli naturali e riscoprendo gli antichi metodi di produzione.

Quanto bene conosciamo la nostra realtà? E soprattutto, quanto bene conosciamo quello che mangiamo?

Mi sono posta queste domande dopo aver chiacchierato con Andrea Roccaro, classe 1974, che ha fatto sbocciare le proprie passioni facendo un regalo alla sua città natale.
Laureato tecnologo alimentare a Parma –per intenderci, ha competenze trasversali in tutti gli ambiti del food- decide di tornare nel ragusano dove insegue la voglia di sostenere l’economia agroalimentare locale.

Quasi per caso entra in contatto con Eugenio Sapora, un ingegnere aerospaziale di rilievo, un cervello in fuga come tanti, che ha portato dalla Francia un souvenir per tutti: l’ Alveare che dice si!

Affianca l’idea alle menti giovani e brillanti del Politecnico di Torino e pian piano il progetto cresce, affermandosi come una delle migliori start-up alla fine del 2015.
Da Torino l’idea getta radici anche a Milano, per approdare il 30 aprile 2016 in Sicilia, proprio a Ragusa.

Cos’è L’ Alveare che dice si!

Il concept – nato nel 2011 in Francia- si impegna a promuovere un modello cooperativo efficiente nel rispetto di tutti i soggetti della filiera, assecondando la terra con i suoi cicli naturali e riscoprendo gli antichi metodi di produzione.

L’ Alveare che dice si! si basa sulla vendita diretta, riduce gli intermediari, elimina le scorciatoie pericolose. Presenta il produttore al consumatore e lo fa restituendo dignità alle individualità durante lo scambio.
Il rispetto reciproco diventa quindi un’esigenza, complice il meccanismo spregiudicato della produzione industriale che retribuisce poco o male il lavoro adoperato.

L’ Alveare fa un passo indietro, che non è un passo indietro nell’evoluzione dell’uomo o dei meccanismi economici ma un passo indietro nell’attenzione per l’altro, nel rispetto del singolo e del suo lavoro, nel riconoscimento delle ore nei campi, a zappare sotto il sole, a farsi spaccare le mani delle tecniche non meccanizzate perché impiegando il metodo della tradizione non può essere altrimenti.

Così, nel contare le gocce di sudore sulla propria fronte, è il produttore a decidere il prezzo da proporre ai suoi acquirenti. E lo fa garantendo al gestore dell’ Alveare – il nostro Andrea- il prezzo più basso di quel prodotto in tutta la città. Accordi che vanno oltre il rapporto meramente economico tra buyer e fornitore, accordi che mirano altrove: a rendere più sostenibile la vita di tutti.

“Accorciare le distanze – riassume Andrea – permette di offrire a ciascun attore i mezzi per la libertà e l’autonomia, garantendo pratiche trasparenti ed eticamente corrette. L’Alveare che dice si! è promotore di un cambiamento e vuole lasciare il segno.”

Andrea ricerca capillarmente i produttori “della porta accanto”, selezionati e inseriti in un insieme eterogeneo per varietà e metodi di lavorazione. Lo fa recandosi di persona presso le fattorie, presso le aziende a conduzione famigliare, visitando gli allevamenti e le colture. Lo fa perché ci crede, perché ci tiene ad una corretta valorizzazione della figura del contadino, senza forzarlo in marchi o etichette.

“Essere schematici porta a perdere diversità” afferma Andrea.

E in effetti le diversità nell’ Alveare vengono esaltate, senza speculazione alcuna, con la voglia di dare voce anche a quelle piccole, meritevoli realtà che faticano ad accedere e sopravvivere al sistema dei “pesci grossi”.

Andrea instaura con i fornitori un rapporto di fiducia che va dalla condivisione di una tecnica ad un costante controllo qualità, scrupoloso come la prima volta.

Scegliere l’ Alveare che dice si! vuol dire scegliere un nuovo stile di vita: ripensare la spesa senza sprechi, con un carrello medio di 30€ che garantisce un corretto apporto nutrizionale. Significa riadattare la conservazione dei cibi, imparare un’alimentazione corretta, avere una garanzia di salubrità.
Sensibilizzare a questi temi vuol dire educare a qualcosa di nuovo, seppur antico.

Come funziona

I quasi 400 iscritti vengono costantemente aggiornati delle novità.
Tramite la carta di credito creano un portafoglio elettronico, uno strumento di tutela per le controparti.
Dalla piattaforma, semplice e intuitiva, si scelgono le quantità di prodotto da acquistare. Se si raggiunge l’ordine minimo suggerito dal produttore -condizioni climatiche permettendo- la consegna di quel bene avviene. Se il prodotto non può essere consegnato, il responsabile dell’ Alveare restituisce al consumatore la somma di denaro corrispondente nei giorni seguenti.

La sera del giovedì le prenotazioni vengono chiuse, consentendo ai produttori di preparare – nell’arco del giorno successivo- l’ordine da portare al Bar Fantasy, il punto di consegna. In questo modo, il sabato mattina ogni cosa giunge nella sua freschezza, tra il latte sgocciolante dai formaggi, la ricotta calda, il pane profumato.
E se non c’è possibilità di raggiungere il punto di consegna, l’ Alveare che dice si! offre anche un servizio a domicilio, con un piccolo sovrapprezzo.

A effettuare le consegne sono a turnazione i vari produttori, ulteriore garanzia che ciò che mangerete vale ogni euro speso: loro ci mettono la faccia e non ne hanno alcuna vergogna.

 

alvearechedicesi.it

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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