Approfondimenti

Pubblicato il 4 Gennaio 2017 | di Luca Farruggio

Le donne di Ulisse

Le donne sono sempre più protagoniste nella nostra società e hanno lottato molto per avere un posto di rilievo nelle comunità. Non a caso è uscito da poco un importante libro di Aldo Cazzullo: Le donne erediteranno la terra. Il nostro sarà il secolo del sorpasso. Ma, invece di inoltrarmi nel futuro e fantasticare sull’avvenire, voglio tornare al passato (un passato molto moderno) ed esaminare il rapporto di Ulisse con le donne. Ognuna, infatti, è il paradigma di un modo di vivere l’amore. E’ sempre la dea Atena a far incontrare queste donne nel viaggio di Ulisse. Si tratta di un vero e proprio percorso iniziatico.

Circe. E’ una maga che appartiene a un mondo irrazionale e oscuro. Per questo, lungo il cammino, Ulisse incontra un uomo che gli dona un filtro magico che renderà nulli gli incantesimi della maga. Ulisse restò un anno con Circe, un tempo pieno di scambi segreti e di effusioni amorose. L’eroe aveva compreso tutto quello che un mortale poteva apprendere sulla magia e riesce a compiere pure un viaggio nell’Ade per incontrare le anime afflitte degli altri eroi. L’esperienza che trae dalla risalita dagli inferi è che il dono più grande fatto all’uomo è la vita stessa (con tutte le sue difficoltà). L’eroe, dopo questa occulta esperienza, può riprendere il suo cammino.

Calipso. E’ una ninfa, figlia di Titano, che Ulisse incontra sugli scogli di Ogigia, un’isola bellissima in cui è stata collocata la figlia del dio che sostiene la terra per castigo. Calipso si innamora di Ulisse, il quale si trova di fronte alla forte tentazione di arrestare il suo viaggio e di abbandonarsi alla volontà di Eros. Furono giorni pieni di passione amorosa e di libidine. Infine arrivò il giorno in cui Calipso volle proporre all’eroe di accettare il dono dell’immortalità per rimanere sempre con lei sull’isola. Ma, proprio in tale giorno, l’amore di Ulisse cessò di esistere. L’eroe, infatti, non vuole cambiare natura e, consapevole che il nesso tra vita e morte è strettissimo, vuole continuare il suo viaggio umano e seguire il suo destino. L’immortalità spegnerebbe la sua essenza e tutto ciò che gli sta più a cuore. E’ una rinuncia importante e molto coerente. Egli sa che la sua vita è viaggio!

Nausicaa. Ulisse si trova di fronte a un’altra grande proposta-tentazione: Nausicaa è di stirpe regale e gli offre un matrimonio molto ammaliante e prospero. Ella e la sua grande famiglia si prendono cura dell’eroe in tutti i modi, ma i pensieri di Ulisse sono altrove, sono rivolti a Itaca. Per questo motivo l’eroe rinuncia anche a questo amore. Un amore tutto umano (non è fatto né di magia né di divinità).

Penelope. E’ una moglie-regina che aspetta da vent’anni il marito con fedeltà. Non sa nemmeno se Ulisse è morto e non sa se quell’uomo che è tornato a riprendersi la sua patria sia davvero il marito tanto atteso. Penelope resta fedele, fedele anche nel dubbio. Ma quando Ulisse le narra la storia del loro letto da lui costruito, ella finalmente si libera da ogni scetticismo e ritrova la sua certa speranza.

Dunque, già nell’antichità, le donne sono davvero fondamentali per la formazione dell’uomo-eroe e ci ricordano che il viaggio della vita è fatto di scelte, di rinunce, di responsabilità e di fedeltà. Altra storia sarà l’irresistibile vocazione di Ulisse al viaggio che lo condurrà a puntare per mare le colonne d’Ercole e a conoscere la morte.

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Autore

Luca Farruggio

(Catania 1984). Filosofo e poeta, si è laureato al San Raffaele di Milano nel 2011. È allievo di Massimo Cacciari ed Enzo Bianchi. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bugie estatiche (Il Filo 2006, prefazione di Manlio Sgalambro) e Del pessimismo teologico (Il Prato 2017, prefazione di Giuseppe Girgenti). Si guadagna da vivere insegnando in Veneto e ogni tanto, come pubblicista, dice la sua dove gli capita.



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